Pietramelara

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comune in provincia di Caserta (40 km), 132 m s.m., 23,90 km², 4464 ab. (pietramelaresi), patrono: san Rocco (16 agosto).

Centro situato su un rilievo del Subappennino campano, alla destra del fiume Volturno. Di origine romana, nel sec. X appartenne al Principato di Capua; ebbe poi diversi feudatari, fra cui i Colonna (sec. XV) e, ultimi, i Caracciolo di Mignano. § Il paese, dominato dai resti di un castello medievale, conserva nella parte alta l'aspetto di borgo fortificato. La chiesa dell'Annunciata, fondata nel 1497, conserva un bel portale in pietra e un altare in onice; nella cupola absidale si trovano affreschi cinquecenteschi. La chiesa di San Rocco, eretta nel sec. XVI su una chiesa romanica, conserva un portale ligneo interamente scolpito. In località Le Grotte si trovano i resti di una grande piscina romana. L'ex convento degli Agostiniani (sec. XIII, ristrutturato dopo il terremoto del 1980), con ampio chiostro, ospita gli uffici comunali. § L'economia si basa sull'agricoltura, con frutta (pesche e agrumi), ortaggi e pomodori; è praticata la floricoltura. Importante l'allevamento bovino, con produzione di latte. L'industria è presente nei settori alimentare, impiantistico e della lavorazione dei metalli. § Sulle pendici del Monte Maggiore sono le grotte di Seiano, un vasto complesso di gallerie in muratura, e resti di mura ciclopiche.

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