Pinèlli, Tùllio

drammaturgo e sceneggiatore cinematografico italiano (Torino 1908-Roma 2009). Laureatosi in legge, esordì in teatro nel 1935 con l'elegante e ironica La pulce d'oro cui fece seguire, sullo stesso registro, l'atto unico Lo stilita (1937). Ma le sue opere più rappresentative – I padri etruschi (1941), Lotta con l'angelo (1942) e Gorgonio ovvero il Tirso (1952) – sono caratterizzate da toni intensamente drammatici e da una tematica di carattere spiritualistico. Scrisse anche libretti d'opera, soprattutto per Ghedini (Re Hassan, 1939; Le baccanti, 1948). Dopo aver collaborato con M. Soldati alla trascrizione cinematografica di Le miserie del signor Travet (1946), lavorò in coppia con F. Fellini a testi per Lattuada, Rossellini e Germi. La collaborazione continuò quando Fellini passò alla regia (con l'apporto anche di E. Flaiano) per tutti i suoi film da Luci del varietà (1951) a Otto e mezzo (1963). Negli anni Settanta fornì “sceneggiati” alla televisione. Inoltre collaborò ai film di Monicelli Amici miei (1975), Viaggio con Anita (1979) e Amici miei atto II (1982). In Amici miei atto III (1985) di Nanni Loy fu sceneggiatore. Esordì come narratore pubblicando La casa di Robespierre (1998) e nello stesso anno ricevette il premio David alla carriera.

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