Previati, Gaetano

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pittore italiano (Ferrara 1852-Lavagna 1920). Del periodo giovanile sono alcuni dipinti di chiara impostazione accademica come Gli ostaggi di Crema, eseguito durante gli anni di studio all'Accademia di Brera a Milano e che gli valse il premio Canonica nel 1879. Le prime esperienze divisioniste, sull'uso cioè del colore a stesure filamentose monocrome, si delineano fin dal 1890-91, epoca in cui l'artista servendosi di questa tecnica (in parte teorizzata da V. Grubicy e in parte derivata da suggerimenti della Scapigliatura lombarda) dipinse una Maternità (Novara, Banca Popolare) che, esposta alla Triennale di Milano (1891), suscitò vivaci polemiche. L'opera appare tuttavia di qualità inferiore ad altre pitture coeve di più immediata ispirazione dove il tema del paesaggio (Nel prato, 1890, Firenze, Galleria d'Arte Moderna) è risolto in uno squisito decorativismo di sapore già floreale. Particolarmente vicine al gusto del tempo sono le opere eseguite nell'ultimo decennio dell'Ottocento, nelle quali Previati adatta al simbolismo la tecnica divisionista, utilizzata con buoni effetti luministici, per dar vita all'episodica storica (Re Sole, Milano, Galleria d'Arte Moderna). Nelle opere eseguite dall'artista dopo il 1900 appare un più approfondito convincimento dei mezzi tecnici della poetica del divisionismo (Trittico del Giorno, 1907, Milano, Camera di Commercio; La caduta degli angeli, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna), la cui validità fu sostenuta dal Previati anche con saggi teorici (I principi scientifici del divisionismo, 1906). Una delle ultime opere, il Traforo delle Alpi (1916), rivela l'interesse dell'artista per i nuovi spunti tematici offerti dalla civiltà della macchina.

Bibliografia

F. Bellonzi, T. Fiori (a cura di), Archivi del Divisionismo, Roma, 1968; P. Bucarelli, Gaetano Previati, Catalogo della Mostra, Ferrara, 1969; Autori Vari, Divisionismo italiano, Milano, 1990.

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