Priuli

antica famiglia patrizia veneziana forse originaria d'Ungheria. Esclusa dal Maggior Consiglio nella serrata del 1297, vi fu inclusa nel 1310 nella persona di Niccolò, provveditore in Dalmazia e podestà di Treviso, a causa dei meriti acquisiti in occasione della congiura di Baiamonte Tiepolo. Divisasi successivamente in vari rami, godette di grande prosperità grazie soprattutto all'attività bancaria (sec. XIV-XV), ma decadde in seguito alla crisi dei secoli successivi. Tra i suoi membri: Francesco (ca. 1430-1490) nel 1485 liberò l'isola di Cipro assediata dal sultano d'Egitto; Lorenzo (m. 1559), savio agli Ordini e ambasciatore presso Carlo V, fu eletto doge nel 1556; Girolamo (m. 1567), fratello di Lorenzo, gli succedette al dogato nel 1559; Lorenzo (1537-1600), ambasciatore alla corte di Spagna e patriarca di Venezia (1591), venne nominato cardinale da Clemente VIII nel 1596; Antonio (m. 1623), capitano di galera a Lepanto, riformatore dello Studio di Padova e procuratore di S. Marco, fu doge dal 1618; sotto di lui avvenne la congiura del Bedmar; Matteo (1583-1624), figlio del doge Antonio, ebbe il cappello cardinalizio nel 1616; Piero (1669-1728), vescovo di Bergamo, fu cardinale (1706), come anche Alvise (1651-1720) e Antonio Mario (1707-1772).

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