Sàrsina

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comune in provincia di Forlì-Cesena (51 km da Forlì), 243 m s.m., 100,85 km², 3693 ab. (sarsinati), patrono: san Vicinio (28 agosto).

Centro alla sinistra della valle del fiume Savio. Antico centro umbro conquistato dai Romani nel 266 a. C., quindi città federata e in seguito municipio romano, pare che già nel sec. IV fosse sede vescovile per concessioni dei patriarchi di Ravenna, che ne allargarono la giurisdizione. Venne poi concesso in feudo da Bonifacio IX agli Ordelaffi (fine del sec. XIV) e da allora, pur rimanendo quasi sempre nell'ambito dello Stato Pontificio, ebbe molte signorie, tra cui quelle dei Malatesta di Cesena e poi di Rimini (sec. XV), di Cesare Borgia (1500), dei veneziani (1504), dei Pio di Carpi, degli Aldobrandini (sec. XVI), dei Borghese (sec. XVII). Passò al regno d'Italia nel 1860.§ Della città romana, il cui foro coincideva con l'attuale piazza Plauto, numerosi sono i resti (mosaici e sculture) conservati nel locale museo archeologico, fondato nel 1891 e tra i più importanti della Romagna. La necropoli di Pian di Bezzo è ricca di tombe monumentali, tra le quali alcuni rari monumenti funerari a cuspide (uno ricostruito nel locale museo e uno in una piazza della città).La cattedrale, di origine bizantina, ma rifatta verso il Mille con struttura romanica, conserva un pulpito del sec. XII, un bassorilievo marmoreo del sec. X e dipinti di scuola romagnola del sec. XVII; è meta di turismo religioso. § Accanto a un affermato settore agricolo con cereali, frutta, ortaggi, vigneti e foraggi per l'allevamento bovino, si è sviluppata l'industria, che opera nei settori elettrotecnico, delle materie plastiche, della gomma e dell'abbigliamento. Notevole il turismo estivo, escursionistico e culturale. § Nei mesi di luglio e agosto vi si svolge una rassegna teatrale dedicata a Plauto (ca. 255- 184 a. C.), il commediografo latino che qui nacque, e al teatro classico.

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