Tèlecom Itàlia

gruppo societario operante nel campo dei servizi di telecomunicazioni in Italia e all'estero, nato nel 1995 dalla fusione delle società italiane SIP, IRITEL, Italcable, SIRM e Telespazio. Gestore unico della telefonia in Italia fino al 1998, in previsione della liberalizzazione del mercato delle telecomunicazioni, nel 1997, la Telecom Italia confluisce nella STET, che a sua volta cambia la ragione sociale in Telecom Italia. Nel 1999, in seguito a un'offerta pubblica di acquisto e scambio (OPAS), entra a far parte del gruppo Olivetti, mantenendo la denominazione di Telecom Italia. Nel 2003 viene approvato un progetto di fusione tra Olivetti e Telecom Italia, dando vita a una nuova società che conserva il nome di Telecom Italia. In qualità di uno tra i principali gestori di telecomunicazioni mondiali, Telecom Italia cura attività di progettazione, realizzazione, gestione e commercializzazione di prodotti come servizi, sistemi e reti di telecomunicazione, inclusi quelli satellitari e radiomarittimi, di teleinformatica e di elettronica. È impegnata, inoltre, nel potenziamento dei servizi esistenti, fornendo nuove prestazioni e aggiornando le infrastrutture di rete, in particolar modo quelle della distribuzione, per consentire all'utenza residenziale di disporre di servizi multimediali sempre più innovativi. Opera in Italia e all'estero nella telefonia fissa come Telecom Italia, nella telefonia mobile con la TIM, nelle telecomunicazioni satellitari con la Telespazio e nei servizi per la rete Internet con la Tin.it (Telecom Italia Net), costituita nel 1999 e confluita nel 2003 in Telecom Italia Media insieme al portale Virgilio e alle emittenti televisive La7 e MTVItalia. Sempre nel 2003, la società ha avviato, sotto il nome di "Progetto Italia", una serie di iniziative culturali anche di grande successo di pubblico come concerti e letture dantesche. Nel 2005-2006 la società è stata al centro di uno scandalo, legato alle intercettazioni illegali. Nel 2006 il Consiglio di Amministrazione vota la divisione e riorganizzazione dell'azienda Telecom Italia in quattro distinti settori in relazione all’offerta, per facilitare l’ingresso di nuovi operatori nella telefonia fissa e mobile. Dopo le dimissioni di Tronchetti Provera, la presidenza di Guido Rossi si apre con la creazione di un patto di controllo tra Olimpia, Mediobanca e Generali che detengono il 21,5% delle azioni Telecom. All’inizio del 2007 la Borsa reagisce con un forte ribasso del valore delle azioni Telecom, alla presentazione del piano industriale per il triennio 2007/2009. Nello stesso anno, con la creazione della società veicolo Telco spa, nel patto di controllo entrano anche Sintonia (uscirà due anni più tardi) e la spagnola Telefonica. Nel 2008 nascono la Fondazione Telecom, attenta a tematiche ambientali e sociali, e Open Access, una nuova funzione per gestire sviluppo e manutenzione delle infrastrutture e dei processi di fornitura dei servizi. Nel 2014 Generali, Mediobanca e Intesa escono dalla holding Tesco e Telefonica con il 15% diviene azionista di controllo (scendendo poi al 10% per evitare l’intervento dell’Antitrust). Nel triennio 2014-2016 l'azienda investe 9 miliardi di euro nello sviluppo delle infrastrutture di Rete; 3,4 miliardi servono per sviluppare reti e servizi, soprattutto riguardanti il 4G e la fibra ottica. Nel 2015 TIM diviene l’unico marchio commerciale del gruppo, diventa operativo il sito unificato di TIM, che comprende le offerte e l'assistenza per la telefonia fissa e mobile e l’azienda è partner di EXPO. Nel 2016 il gruppo francese Vivendi compie la scalata azionaria su Telecom arrivando ad una quota di possesso del 24.9%. Nel 2019 la governance del gruppo passa al fondo Elliott, TIM si impegna nel lancio del 5G.

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