Weigel, Valentin

filosofo e mistico tedesco (Grossenhain 1533-Zschopau 1588). Studiò a Lipsia e a Wittenberg e nel 1567 diventò pastore luterano a Zschopau in Sassonia dove visse fino alla morte. Tutte le sue opere furono pubblicate postume: Libellus de vita beata (1609), Dialogus de christianismo (1614), Philosophia theologica (1618), Soli Deo gloria (1618), Studium universale (1618). Weigel riprende e rielabora i temi e i motivi della grande tradizione mistico-speculativa di M. Eckhart, di J. Tauler e di Nicola Cusano e subisce inoltre l'influsso di Paracelso: Dio non si rivela soltanto nella Sacra Scrittura, ma anche e soprattutto nell'anima stessa dell'uomo e nella natura che lo circonda. Anima e natura sono, oltre alla Bibbia, gli altri due libri nei quali Dio ha scritto e fissato la propria rivelazione. Il testo delle Scritture va pertanto integrato e ampliato con quanto di sé Dio ha rivelato all'uomo direttamente nella sua anima e indirettamente nella natura in cui lo ha inserito. Il pensiero di Weigel esercitò un notevole influsso sulle correnti mistiche e pietistiche del protestantesimo tedesco dei sec. XVII e XVIII.

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