alcòva

sf. [sec. XVII; dall'arabo alqubba, volta, stanzetta contigua, tramite lo spagnolo alcoba]. La parte più intima della camera, in cui, in uno spazio schermato da colonne, balaustre e drappeggi, è posto il letto. Una disposizione ad alcova era già presente nelle case patrizie romane, ma la maggiore diffusione si ebbe dal Rinascimento in poi, e soprattutto nei sec. XVII e XVIII in Francia, quando si diffuse il costume di ricevere nella camera da letto, e a corte per i cerimoniali del lever du roi (l'alzarsi del re). Dall'Ottocento l'uso decade fino a scomparire totalmente. Per estensione, camera nuziale e, in genere, rifugio per dormire o per incontri amorosi: “vedendola, si doveva immediatamente pensare all'alcova per cui ella era fatta” (Svevo).

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