anisogamìa

sf. [aniso-+-gamia]. In biologia (anche eterogamia), riproduzione sessuale che avviene per fusione di due gameti diversi (anisogameti). Poiché quasi tutti gli animali presentano anisogamia, questa viene considerata un carattere adattativo e come tale vantaggioso. Un'ipotesi la fa derivare dal vantaggio competitivo degli organismi a fecondazione esterna produttori di gameti molto grandi e molto piccoli (anisogameti) nei confronti dei produttori di gameti di dimensioni intermedie (isogameti). I gameti molto grandi, più ricchi di citoplasma, avrebbero infatti una maggiore vitalità e darebbero origine a embrioni anch'essi più vitali e i gameti molto piccoli, prodotti in numero maggiore, avrebbero una più elevata probabilità di unirsi a un altro gamete. La selezione a favore delle dimensioni estreme, tuttavia, sarebbe bilanciata da una selezione negativa delle dimensioni eccessivamente grandi o piccole, che comporterebbero la produzione di gameti rispettivamente di numero troppo esiguo o troppo poco vitali.

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