attributo (filosofia)

nel suo più ampio significato logico-grammaticale, ogni determinazione che si afferma o nega di un soggetto. In questo senso il termine attributo coincide con il termine predicato nel cui significato oggi viene impiegato quasi esclusivamente. In senso stretto l'attributo è contrapposto all'accidente e al modo, come qualità inerente e costitutiva della sostanza. In questa accezione il termine è impiegato da Cartesio che intende per attributi le qualità permanenti della sostanza finita. Viene quindi adoperato da Spinoza per il quale – non esistendo sostanze finite – gli attributi sono solo di Dio, unica sostanza infinita, e, infiniti di numero, ne esprimono l'essenza eterna. Tuttavia, di tali infiniti attributi della sostanza noi possiamo conoscerne solo due: il pensiero e l'estensione. Il termine viene coinvolto nelle discussioni dell'empirismo inglese, che, attraverso le analisi di Locke, Berkeley e Hume, giunge alla negazione della realtà della sostanza.

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