bioterrorìsmo

sm. [sec XX; bio-+terrorismo]. Nel linguaggio giornalistico, forma di terrorismo che utilizza armi chimiche e batteriologiche. Rispetto ai tradizionali "strumenti di distruzione di massa" (come le armi nucleari), i gas tossici, i virus e i batteri sono più facili da produrre, comodi da trasportare e meno costosi. Definiti per questo "la bomba atomica dei poveri", producono sulla popolazione civile psicosi e paura indipendentemente dal loro reale utilizzo. Le armi biologiche più diffuse sono l'antrace e il botulino, mentre tra gli agenti chimici si segnalano i gas nervini e gas vescicanti.

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