bruciatura

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sf. [sec. XVII; da bruciare].

1) Atto ed effetto del bruciare; ustione, scottatura: “nel collo le si vedevano le cicatrici rossicce delle bruciature” (D'Annunzio). Anche fig., tormento: “una bruciatura di colpa o di rimorso” (Manzini). Nel gergo giornalistico, sinonimo di buco.

2) In metallurgia, incipiente fusione del materiale metallico al contorno del grano, che si manifesta quando il materiale metallico stesso è sottoposto a eccessivo riscaldamento (per esempio nell'esecuzione di un trattamento termico o in un'operazione di deformazione plastica a caldo). Il fenomeno si traduce in un danno irrimediabile.

3) In elettronica, bruciatura ionica, distruzione delle sostanze attive (fosfori), che ricoprono la superficie interna dello schermo di un tubo a raggi catodici, in conseguenza del bombardamento della superficie stessa da parte degli ioni negativi che si formano all'interno del tubo.

4) Nell'industria tessile, bruciatura del pelo, lo stesso che gazatura.

5) Avvizzimento delle piante, seguito da rapido disseccamento, dovuto a cause ambientali, soprattutto a intense variazioni climatiche; viene chiamato impropriamente anche brusone.

6) Bruciatura del tabacco, malattia della pianta del tabacco dovuta all'azione del batterio Pseudomonas tabaci, che provoca la necrosi degli organi colpiti.