còla

sf. [sec. XIX; da una voce sudanese]. Nome comune usato per indicare le piante del genere Cola della famiglia Malvacee (sottofamiglia Sterculioideae) che riunisce diverse specie di alberi originari e spontanei dell'Africa occidentale equatoriale, e specialmente delle regioni comprese fra la Sierra Leone e la bassa Guinea, ma coltivati anche in altre parti dell'Africa, nelle Indie orientali (Giava, Sumatra) e nella Giamaica, in regioni a clima caldo e umido. Le specie più importanti sono Cola nitida (o Cola vera), che fornisce i semi (noci di cola) di qualità più pregiata ed è un albero alto fino a 15 m (ha numerose sottospecie: Cola rubra, Cola mixta, Cola pallida, ecc.), e Cola acuminata, che raggiunge l'altezza di 30 m. Sono piante con foglie alterne, coriacee, ovali-acuminate, capaci, come quelle del cacao, di movimenti foto- e termonastici. Le infiorescenze sono portate direttamente dal tronco o dai rami (caulifloria) e i fiori possono essere ermafroditi o unisessuali; la fioritura avviene ininterrottamente in tutte le stagioni e così pure la fruttificazione. Il frutto è uno schizocarpo costituito da 4 o 5 elementi oblunghi coriacei, semilegnosi, lunghi 8-20 cm, larghi 6-7, di color giallo-bruno, ciascuno dei quali contiene 2 o 3 semi per lo più triangolari, con due facce più sviluppate della terza, gialli o rossastri. Questi ultimi, detti semi o noci di cola, contengono a loro volta da 2 a 6 cotiledoni di colore dal rossastro al bianco, rosso-bruni se essiccati, di sapore aromatico da freschi, amarognoli dopo l'essiccazione: in Africa sono grandemente apprezzati dalle popolazioni indigene e costituiscono un masticatorio (droga anch'essa detta cola) di importanza analoga a quella che hanno il mate o la coca per alcune popolazioni sudamericane. I principi attivi della cola sono la caffeina, contenuta in concentrazioni variabili da 1,5 a 5%, in parte libera e in parte sotto forma di complesso glucosidico, la teobromina e l'acido tannico. La droga, per il suo contenuto in caffeina, ha proprietà analettiche e psicostimolanti superiori a quelle delle altre droghe caffeiche. Viene largamente adoperata per la preparazione di bevande analcoliche e in farmacia sotto forma di tinture, infusi, estratti fluidi. L'abuso di questa sostanza può provocare eccitazione, palpitazioni cardiache e insonnia.

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