calcedònio

sm. [dal greco chalkēdónios, di Calcedonia]. Minerale, varietà di quarzo (SiO₂). Si trova in natura sotto forma di masse stalattitiche o mammellonari, oppure in noduli entro altre rocce. Si presenta con colorazioni zonate di bellissimo effetto cromatico e per questo nelle sue varietà (corniola, sarda, eliotropio, crisoprasio, agata) fu largamente impiegato nell'ornamentazione sin dall'antichità, in particolare per la fabbricazione di oggetti diversi, come vasi, coppe, piatti, ecc. Fra gli esempi più suggestivi dell'impiego di queste pietre (protrattosi durante il Rinascimento e il Barocco): la Tazza Farnese, ellenistico-romana (sec. II a. C.; Napoli, Museo Nazionale); la Coppa dei Tolomei, alessandrina (Parigi, Bibliothèque Nationale); la Coppa con coperchio (1580) di produzione italiana (Monaco, Residenz Museum); il Cristo alla colonna del sec. XVI (Parigi, Louvre); ecc. § Per analogia si indicano come calcedoni, tutti quei vetri che tendono a imitare le diverse varianti della pietra dura, ottenuti mescolando paste vitree di diversa colorazione. Ebbero particolare sviluppo presso la vetraria veneziana fra la fine del sec. XV e gli inizi del XVI, oltre che nei sec. XVIII e XIX.

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