capodanno o capo d'anno

sm. (pl. capodanni o capi d'anno) [sec. XIV; da capo-+anno]. Il primo giorno dell'anno; fig.: da Natale a capodanno, in brevissimo tempo. § La festa di capodanno richiama la fondazione sacrale del nuovo anno, motivata dalla concezione di un tempo ciclico, e pertanto discontinuo, differenziato, logorabile. La ciclicità del tempo era probabilmente concepita sull'esperienza del ciclo agricolo – e in effetti il momento del raccolto segnava presso numerose civiltà la fine di un anno e precedeva immediatamente la festa di capodanno – ma era viva anche presso popoli non coltivatori, che tuttavia rilevavano in vario modo le ricorrenze stagionali (venuta delle piogge, fioritura, ecc.). In ogni caso però la ricorrenza naturale era riscattata alla cultura umana mediante un rito (per esempio, il solstizio d'inverno o capodanno solstiziale era immaginato come una morte e rinascita del Sole). In tal modo il nuovo ciclo non appariva come il proseguimento del vecchio ma era inteso come un fatto umano, una creazione nuova e differenziata. Di qui i riti intesi a fondare il nuovo ciclo, spesso riferiti anche ai destini umani per l'anno nuovo (riti augurali, estrazione delle “sorti”, ricerca dei presagi, ecc.). L'idea che il tempo “vecchio” si logorasse si estendeva a tutte le istituzioni, le relazioni sociali, ecc., per cui si parlava di una restaurazione generale che, al di là dei riti di un particolare rinnovamento (per esempio, accensione rituale dei nuovi fuochi), facesse sentire il capodanno come una nascita (o rinascita) del mondo. Di qui l'uso di racconti cosmogonici, come se la fondazione del nuovo anno corrispondesse al momento cosmogonico; o addirittura il ritorno alle condizioni anteriori alla creazione dell'ordine cosmico (le leggi perdevano di valore, i servi scambiavano il ruolo con i padroni, i re venivano spodestati e umiliati, ecc.): un disordine effimero, per cui la restaurazione dell'ordine sembrava una nascita in senso cosmogonico. Nella concretezza storica le forme del capodanno sono però variamente intrecciate e sviluppate e ogni cultura religiosa tende a farle proprie. Talora la concezione basilare di un tempo ciclico servì a “rinnovare” o “fondare” un periodo di vari anni (per esempio, il quadriennio delle Olimpiadi greche, il secolo dei Romani, ecc.), ma in questo caso rientrava in un fatto culturale.

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