clistère

sm. [sec. XIV; dal greco klyster -ēros, da klýzō, lavare, purgare]. Procedimento, detto anche enteroclisma, clisma, enema, che consiste nell'introduzione per via rettale nell'intestino di liquidi diversi a scopo purgativo, nutritivo o medicamentoso. I clisteri vengono effettuati mediante pompette (pere o perette) di gomma di capacità variabile da 50 cm3 a mezzo litro oppure con speciali irrigatori. Nel clistere purgativo o evacuativo si introduce circa un litro di acqua tiepida, la quale distendendo le pareti del colon provoca l'espulsione riflessa del liquido e del contenuto intestinale. Talora si aggiungono all'acqua glicerina, olio di ricino, solfato di magnesio o altre sostanze purgative. Se invece il clistere viene effettuato con meno di 100 cm3 di liquido (clistere nutritivo) non si ottiene la distensione della parete intestinale né la scarica riflessa, ma il liquido introdotto viene assorbito assieme alle sostanze disciolte.

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