club

Indice

s. inglese usato in italiano come sm. (propr. bastone, dalla mazza spedita ai soci quale simbolo di convocazione).

1) Associazione privata i cui membri si riuniscono in una sede propria per coltivare interessi comuni, sia culturali, sia sportivi, politici o mondani; circolo: un club rivoluzionario, un club di artisti d'avanguardia; iscriversi al club bocciofilo cittadino. Per estensione, la sede in cui si riuniscono i soci: “Una sera andai a giocare al club” (Svevo).

2) Organizzazione di ambito provinciale, regionale o nazionale volta alla salvaguardia di interessi culturali, turistici, sportivi o di altro genere: Club Alpino Italiano; Touring Club Italiano; Automobile Club d'Italia. § In Inghilterra i club ebbero grande importanza politica a partire dal sec. XVIII con la fondazione del White's Club (conservatore e frequentato dai Tories) e del Brook's Club (liberale e frequentato dai Whigs). In Francia la diffusione dei club fu dapprima ostacolata dalla presenza dei salotti letterari aristocratici e il primo club fu fondato nel 1780; con la Rivoluzione essi divennero il centro della vita politica del Paese e funzionarono come associazioni di cittadini tra loro ideologicamente ben differenziate. Si ebbero così club dei giacobini, dei cordiglieri, dei foglianti, dei girondini, ecc. Anche nella politica contemporanea si sono avute delle forme associative denominate club. In particolare ciò è avvenuto in Francia (club repubblicani, club radicali) e in Italia (club della sinistra).

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