configurazióne

sf. [sec. XV; da configurare]. Atto ed effetto del configurare o del configurarsi; conformazione, forma esterna di qualche cosa: la configurazione di un poema; la configurazione delle Alpi; la configurazione del cranio. Con accezioni specifiche: A) in astronomia, configurazione planetaria, la posizione di un pianeta rispetto alla Terra e al Sole. Sono configurazioni la congiunzione, l'opposizione, la quadratura. B) In matematica, figura costituita da un insieme di rette e dalle loro intersezioni. Con accezione più restrittiva, insieme costituito da rette e da punti, tale che a ogni retta appartiene uno stesso numero m di punti dell'insieme e per ogni punto passa uno stesso numero n di rette dell'insieme. C) In meccanica, la posizione di un sistema materiale, la sua forma, se è deformabile, e a volte anche il suo atto di moto. Per esempio, configurazione di equilibrio di un sistema è una configurazione in cui esso si trova in quiete. D) In psicologia, configurazione di stimoli, espressione che traduce la più usata (anche in Italia) espressione inglese stimulus pattern, indicante un raggruppamento di stimoli, più o meno stabile e più o meno significativo, che venga percepito come un'unità semplice o composta. E) In informatica, insieme delle apparecchiature di un sistema di elaborazione considerato nel suo completo aspetto d'impianto e comprensivo di tutti i dispositivi necessari al funzionamento. F) In chimica organica, disposizione spaziale degli atomi che costituiscono una molecola, che ne definisce la stereochimica, cioè le proprietà topologiche. Composti dotati della stessa costituzione, ma di diversa configurazione sono detti stereoisomeri. Per esempio, due enantiomeri di un dato composto chirale contenente un atomo di carbonio asimmetrico differiscono per la configurazione di tale atomo.

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