contestazióne

Indice

sf. [sec. XIV; da contestare].

1) Atto del contestare; imputazione: contestazione di un delitto all'accusato.

2) Per estensione, contrasto, opposizione, negazione: contestazione di un'affermazione, di un diritto, di un credito; obiezione: rispondere a una contestazione; disputa, dibattito: ci furono lunghe contestazioni.

3) Antico, testimonianza, attestazione. § In diritto, A) Contestazione dell'accusa, deve essere fatta all'imputato ed è elemento essenziale per il rinvio a giudizio o il non luogo a procedere per concessione del perdono giudiziale, per insufficienza di prove, o per amnistia. B) Contestazione di circostanze aggravanti: qualora risultino a carico dell'imputato circostanze aggravanti non menzionate nella sentenza di rinvio a giudizio o nel decreto di citazione, il giudice gliele deve contestare in sede di dibattimento. C) Contestazione di legittimità del figlio, è ammessa dal codice se il figlio è nato dopo trecento giorni dallo scioglimento o dall'annullamento del matrimonio.

Contestazione studentesca

Critica radicale attuata dagli studenti, riferita inizialmente alle strutture scolastiche e ai metodi di insegnamento e che via via ha investito il mondo della cultura in generale e l'assetto economico-sociale, fino a mettere in discussione le stesse istituzioni politiche della società capitalistica (contestazione globale). Il movimento ha avuto inizio nel 1964 negli Stati Uniti, con la protesta di Berkeley, in California, in un clima che vedeva l'istituto universitario compromesso o coinvolto a sostegno del potere nella guerra col Viet Nam. L'Europa ne subì l'influsso con un certo ritardo e, se nel 1967 la contestazione si manifestò risolutamente in Germania, dove emerse il leader Rudi Dutschke, esplose drammaticamente nel 1968, “l'anno degli studenti”. Agitazioni e scontri con le forze dell'ordine avvennero in Spagna, Olanda (provos), Gran Bretagna, mentre la contestazione investiva ormai il mondo intero: al ferimento di 500 studenti avvenuto il 28 luglio a Città di Messico seguì poco dopo la strage di piazza Tlatelolco. Ma è dal “maggio parigino”, dalle imponenti manifestazioni guidate da Daniel Cohn Bendit (che ebbero come conseguenza la contestazione in fabbrica e la repressione da parte del gollismo), che ha tratto ispirazione la contestazione italiana. Questa si manifestò con l'occupazione di molte università (Milano, Pisa, Trento, Torino, ecc.): famosa è rimasta la “battaglia di Valle Giulia”, davanti alla facoltà di Architettura di Roma, dove gli studenti si scontrarono con la polizia, intervenuta in forze per sgombrare l'edificio (maggio 1968). Obiettivo particolare della contestazione in Italia è stato la lotta all'autoritarismo, in tutte le forme in cui esso si esprime: dalle istituzioni scolastiche e accademiche a quelle politiche e sociali. Con queste caratteristiche si è sviluppato un forte movimento degli studenti che, pur avendo le sue roccaforti nelle università, non ha mancato di influenzare anche strati della popolazione non studentesca. Una peculiarità della contestazione italiana è quella di essere stata un veicolo di proliferazione di numerose formazioni politiche, anche se spesso effimere, che hanno animato il panorama della sinistra e contribuito alla ripresa del dibattito politico e teorico sul rinnovamento della società. Un sussulto del fenomeno contestativo, che si era appannato nella prima metà degli anni Settanta, si è avuto con il “movimento del '77” che ha però ben presto assunto i caratteri di violenza gratuita. Stretto dall'espandersi del terrorismo, da cui non sempre ha saputo nettamente distinguersi, questo movimento, almeno nelle sue caratteristiche di massa, si è rapidamente esaurito. In modo episodico, anche negli anni seguenti si sono avuti segnali più o meno consistenti di contestazione studentesca, generalmente suscitata dall'opposizione alle novità legislative introdotte nel mondo scolastico.

Bibliografia

F. Spisani, Logica della contestazione, Bologna, 1968; S. Cosentino, Il seme della protesta, Caltagirone, 1969; C. Oliva, A. Rendi, Il movimento studentesco e le sue lotte, Milano, 1969; G. Ruggiero, Maggio e dopo. Motivi e problemi della contestazione giovanile, Milano, 1970; M. Ghirelli, '68 vent'anni dopo, Roma, 1988.

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