gollismo

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sm. [sec. XX; dal nome del generale De Gaulle]. Indirizzo e movimento politico francese ispirato dalle posizioni assunte da Charles De Gaulle fin dal 18 giugno 1940, quando da radio Londra lanciò l'appello alla Resistenza. Il movimento ebbe il suo punto di forza e di diffusione in concomitanza del periodo in cui Ch. De Gaulle, alla presidenza della Repubblica (1958-69), attuò le sue tesi di politica interna volte a instaurare innanzitutto un potere presidenziale con maggiori attribuzioni sovrane, autonomo dal controllo del Parlamento (Costituzione del 4 ottobre 1958), e a stabilire un rapporto diretto tra il presidente e la sovranità popolare con ricorso al referendum, essendo i partiti interpreti infedeli del Paese ed essendo fallito l'esperimento del Rassemblement du Peuple Français inteso come sovrapartito. In campo economico il gollismo si impegnò nella ricerca di una politica di mediazione tra capitale e lavoro, con forme di azionariato operaio nelle aziende nazionalizzate, ampliando i poteri e le responsabilità dei Comités d'Entreprise. In politica estera il gollismo ebbe il merito di portare a compimento il processo di decolonizzazione, mentre rimane discutibile l'obiettivo perseguito nel quadro della politica europea dove, a differenza degli sforzi degli altri Stati per il superamento delle barriere nazionali, si limitò a sostenere un programma di alleanze interstatali all'insegna del principio dell' “Europa degli Stati” con una misura politica superiore alla dimensione dei sei o dei nove Paesi occidentali, ma volta a conglobare un grande spazio “dall'Atlantico agli Urali”. Negli intenti del gollismo questa Europa funzionale avrebbe dovuto inserirsi come terza forza tra i due blocchi (USA-URSS), autonoma in temi di difesa militare (si veda l'esempio francese di un proprio armamento atomico, la force de frappe). § Per estensione, si parla di gollismo per indicare esperienze o tentativi innovatori attuati anche al di fuori dell'esperienza francese, allorché si intendono caratterizzare programmi o tentativi di rafforzamento dell'esecutivo rispetto agli organi parlamentari, ricorrendo finanche a modifiche dell'ordinamento costituzionale, per far fronte a un eccesso nella dialettica dei partiti che si ritiene riduca o addirittura paralizzi le possibilità funzionali di un governo efficiente.

Bibliografia

J. Soustelle, Gollismo: 28 anni di regime, Milano, 1969; A. Hartley, Gaullism, Londra, 1972; M. Papon, Le gaullisme ou la loi de l'effort, Parigi, 1972; L. Noël, L'avenir du gaullisme, le sort des institutions de la Ve République, Parigi, 1974; R. Debray, A domani presidente. De Gaulle, la sinistra e la Francia, Venezia, 1991.

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