cortocircùito

sm. [corto+circuito]. Negli impianti elettrici, situazione anomala, in conseguenza della quale la corrente in un tratto di un circuito effettua un percorso di impedenza anormalmente bassa. Ciò causa un notevole aumento dell'intensità di corrente, che in generale provoca il funzionamento difettoso dell'impianto e ha talvolta effetti distruttivi. Il cortocircuito può avvenire tra conduttori diversi dell'impianto o tra conduttori e parti dell'impianto non destinate a condurre normalmente corrente e che si trovino al potenziale di terra (cortocircuito verso massa). Il cortocircuito è dovuto generalmente al cedimento dei materiali isolanti interposti tra parti dell'impianto a potenziale diverso; l'intensità delle correnti di cortocircuito può raggiungere valori centinaia di volte superiori a quelli normali. La protezione contro i cortocircuiti viene effettuata inserendo in punti opportuni degli impianti fusibili e interruttori a funzionamento automatico. Tali dispositivi vengono disposti e tarati in modo da proteggere la zona dove si è verificato il cortocircuito da danni gravi (incendio, distruzione di macchine e apparecchi), senza però mettere fuori servizio le parti dell'impianto che permangono in condizioni normali di funzionamento (tecnica della protezione selettiva contro i cortocircuiti). § Nei trasformatori, è detta tensione di cortocircuito la tensione che deve essere applicata all'avvolgimento primario affinché l'avvolgimento secondario, collegato in cortocircuito, sia percorso dalla sua corrente nominale. Tale tensione, che generalmente è una piccola frazione della tensione nominale, è un importante dato costruttivo, poiché permette di determinare la variazione di tensione della macchina dal funzionamento a vuoto al funzionamento a carico.

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