cubìa

sf. [sec. XIX; etim. incerta]. Ciascuna delle aperture, per lo più a sezione circolare, dette anche occhi di cubia od occhi di prora, ricavate generalmente nel fasciame esterno in corrispondenza del mascone, per il passaggio della catena dell'ancora. In particolare, a bordo delle navi maggiori ogni cubia costituisce un condotto opportunamente inclinato che va dal fasciame esterno al ponte dove sono sistemati gli apparecchi di salpamento (argani, molinelli). A tale scopo essa comprende una robusta flangia (chiamata appunto occhio di cubia), collegata al fasciame esterno e guarnita con un tubo (tubo o condotto di cubia); in essi trova alloggio anche il fuso dell'ancora, quando questa non ha ceppo. Le cubie delle navi militari sono talvolta costituite da grossi occhi sistemati in corrispondenza dell'orlo esterno del ponte più alto, a prora. Si chiamano altresì cubie le aperture, guarnite con una flangia di rinforzo detta cubiotto, sistemate nel fasciame esterno per il passaggio dei cavi d'ormeggio.

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