distaccante

agg. e sm. [ppr. di distaccare]. Sostanza che formando una pellicola tra le superfici di corpi a contatto ne impedisce l'adesione. In conseguenza dei fenomeni che favoriscono l'adesione tra due corpi (penetrazione, reazione chimica, differenza di polarità, tensione superficiale, ecc.) i distaccanti devono possedere inerzia chimica con i materiali di cui si voglia prevenire l'adesione, bassa tensione superficiale e volatilità. Normalmente il distaccante è impiegato in quei casi in cui si debba impedire l'adesione di una pasta o di un fuso a un solido e a tal fine è applicato a spruzzo, a pennello, per impolveramento al corpo solido. In metallurgia si utilizzano grassi siliconici nella pressofusione di leghe a basso punto di fusione per impedire l'aderenza allo stampo; nell'industria alimentare, oltre ai grassi e oli vegetali, s'impiegano vernici siliconiche durante la fase di cottura; nell'industria delle plastiche e della gomma, stearati metallici e acido stearico sono immessi nelle mescole da stampaggio o da estrusione oltre all'uso di siliconi spruzzati sugli stampi; nell'industria del vetro per impedire l'adesione tra vetro e metallo dello stampo si utilizzano siliconi, cere, oli.

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