frontespìzio

Indice

sm. [sec. XIII; dal latino tardo frontispicíum].

1) Pagina dispari all'inizio di un libro nella quale sono stampati il nome dell'autore, il titolo dell'opera, il nome dell'editore ed, eventualmente, la data ed elementi accessori quali il marchio editoriale e tipografico, fregi, ecc. I primi libri a stampa, sull'esempio dei manoscritti medievali, non avevano frontespizio; il nome dell'autore e il titolo dell'opera erano stampati nella pagina iniziale del testo e le indicazioni tipografico-editoriali nell'ultima. Il primo esempio di frontespizio è in un'edizione del Calendario del Regiomontano, stampata a Venezia nel 1476 da E. Ratdolt e soci: tutti gli elementi del frontespizio sono contenuti in un sonetto latino circondato da un fregio silografico. Il frontespizio divenne d'uso corrente fin dal principio del Cinquecento, spesso inciso in silografia e, nel Seicento, anche in calcografia; nel Settecento, abbandonate le incisioni, tornò a prevalere il frontespizio puramente tipografico.

2) Antico, in architettura, frontone o fastigio, usato soprattutto per indicare i motivi ornamentali sopra porte, finestre e simili.

3) Fig., scherzoso, faccia, aspetto esteriore di una persona.

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