funzionalismo (etnologia)

scuola metodologica dell'antropologia sociale inglese. Essa pone alla base degli studi etnologici il principio che ogni cultura è un insieme organico in cui tutti i comportamenti individuali e di gruppo, e quindi ciascuna struttura codificata, sono strettamente in funzione delle necessità e dell'evoluzione del gruppo stesso. Poiché la mancanza di una documentazione scritta impedisce di conoscere questo insieme, secondo i funzionalisti è impossibile la ricostruzione del passato delle culture illetterate, pertanto all'etnologo rimane solo la possibilità di conoscere e analizzare le “culture viventi”. Capiscuola sono considerati B. Malinowski e A. R. Radcliffe-Brown, operanti nella prima metà del sec. XX. Essi hanno posto l'accento sull'aspetto cognitivo implicito nella cultura, i cui elementi costituenti devono essere considerati come il soddisfacimento di bisogni biologici e in quanto tali svolgono una precisa funzione di “apparato strutturale” indispensabile per assicurare l'armonica integrazione del singolo nella comunità e quindi lo sviluppo e la sopravvivenza, nonché l'identità, del gruppo stesso. Per conoscere la cultura di una società diventa essenziale condurre ricerche “sul campo”, tese a individuare le componenti dei fenomeni culturali; solo dalla loro analisi diretta sarà possibile giungere alla comprensione della dinamica culturale di un gruppo. La metodologia d'indagine introdotta dalla scuola funzionalista ebbe una notevole importanza per lo sviluppo delle scienze etnologiche, proprio per averle indirizzate alla ricerca diretta, e venne seguita da numerosi studiosi, anche se alcuni di essi (R. Thurnewald, A. P. Elkin, H. Muhlmann, M. Herskovits) si sono discostati dal rigido determinismo implicito nelle tesi del funzionalismo classico.

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