mester de clerecía

scuola di poesia colta castigliana, dei sec. XIII e XIV, sorta in opposizione al mester de juglaría, di più antiche origini, e definita per la prima volta in una strofa del Libro di Alessandro. Poesia di temi elevati, per lo più religiosi, legata alle regole metriche della cuaderna via (strofe di quattro alessandrini monorimati, ciascuno dei quali diviso in due emistichi settenari) e all'uso del linguaggio dotto, rispose pienamente agli ideali di Gonzalo de Berceo. A questa scuola poetica appartengono anche Pedro López de Ayala, l'Arciprete di Hita e gli anonimi autori dei poemi Fernán González, Libro de Apolonio, Libro de Miseria de Omne, Poema de Yuçuf, Vida de San Ildefonso, Proverbios de Salomón. Alla fine del sec. XIV i modi del mester de clerecía caddero in disuso ma la regolarizzazione del verso e l'aulicità del linguaggio, cardini del mester de clerecía, rappresentarono conquiste definitive per la poesia castigliana.

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