miscèla

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Lessico

sf. [sec. XVIII; dall'agg. latino miscellus, misto, vario, forse sul modello di cautela, querela e simili]. Insieme di due o più sostanze di diversa natura ciascuna delle quali conserva i propri caratteri chimici nonostante l'intimo contatto; i costituenti sono separabili tra loro con mezzi meccanici o con mezzi fisici blandi, per esempio tali da cambiare semplicemente lo stato di aggregazione di uno di essi. Per estensione, mescolanza di elementi solidi dello stesso genere: miscela di caffè.

Chimica

Si distinguono miscele meccaniche e miscele fisiche. Nelle prime il rapporto tra le quantità dei singoli costituenti può variare entro i limiti più ampi; inoltre i componenti possono venir separati anche solo ricorrendo a mezzi meccanici e sono distinguibili all'osservazione diretta, tutt'al più effettuata con l'aiuto di un microscopio; essi possono trovarsi in granuli o frammenti sciolti, oppure tenacemente agglomerati. Oltre che da componenti solidi, le miscele possono essere costituite da un liquido e un solido indisciolto sotto forma di particelle abbastanza grossolane così da tendere a decantare spontaneamente (sospensioni), da liquidi immiscibili finemente dispersi l'uno nell'altro (emulsioni), da minute gocce di un liquido disperse in un gas (nebbie), e da un solido finemente suddiviso disperso in un gas (fumi). Nelle miscele fisiche (soluzioni) i singoli componenti non sono più distinguibili neppure all'osservazione microscopica e la composizione delle miscele di questo tipo può in genere variare sia entro ampi intervalli (come nel caso di composti liquidi completamente miscibili) oppure solo entro determinati limiti, come nel caso delle soluzioni di un solido in un liquido, nelle quali una certa quantità di liquido a una data temperatura può disciogliere al massimo una certa quantità di solido. Tra le soluzioni rientrano anche quelle dette solide, costituite da dispersioni a livello atomico o molecolare di un solido in un altro solido; i gas e i vapori sono sempre miscibili tra loro in tutti i rapporti. Mentre le miscele meccaniche si formano dai loro componenti senza sviluppo o assorbimento di calore, la formazione di quelle fisiche (per esempio la dissoluzione di un solido in un liquido) è accompagnata da un effetto termico, positivo o negativo, più o meno notevole. § Per la miscela azeotropica, vedi azeotropo.

Tecnica

Miscela frigorifera, sistema formato da sostanze che a contatto con opportuni solventi vi si disciolgono con assorbimento di calore e conseguente abbassamento della temperatura. Normalmente il sistema è costituito da ghiaccio tritato e da un sale solubile in acqua con calore di soluzione fortemente negativo (salamoia). Perché si mantenga l'equilibrio tra ghiaccio e soluzione salina al passaggio di altro sale in soluzione, è necessario che del ghiaccio fonda; essendo questo un processo endotermico ne deriva un abbassamento di temperatura. Questa variazione termica influenza a sua volta il sistema provocando il passaggio di altro sale in soluzione e quindi la fusione di altro ghiaccio: il processo si arresta al raggiungimento dell'equilibrio tra ghiaccio, sale e soluzione satura. Queste miscele frigorifere saline, sebbene molto usate (per esempio sui pescherecci), hanno un potere refrigerante limitato; risultati molto più efficaci si ottengono disciogliendo anidride carbonica solida in solventi organici (acetone o anidride solforica liquida). § Nella terminologia motoristica, mescolanza di benzina e lubrificante, generalmente nella misura di 2-5 parti d'olio ogni 100 di carburante, usata fino al 2001 per l'alimentazione di motori a due tempi (per esempio quelli dei motoscooter); miscela esplosiva, quella tra benzina e aria ottenuta nel carburatore. § Nella pratica agraria, miscela bordolese, lo stesso che poltiglia bordolese.

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