Lessico

sf. [sec. XIX; dal francese moraine, che risale al savoiardo morêna]. Accumulo di frammenti rocciosi dovuto all'attività costruttiva dei ghiacciai.

Geologia: formazione

Le morene sono costituite dalla mescolanza caotica di vari materiali solidi (massi, ciottoli, sabbie e limi) che i ghiacciai trascinano con sé nel loro movimento verso valle. Le condizioni ottimali per la formazione e lo sviluppo delle morene si realizzano laddove le masse di ghiaccio si arrestano e si esauriscono per fusione: in queste condizioni l'afflusso di materiale è continuo e finisce col dar luogo a vere dighe in pietrame. Coltri di materiali morenici sparsi o accumuli meno tipici di quelli appena citati si possono tuttavia formare anche nelle porzioni centrali delle aree glacializzate. In quest'ultimo caso risultano localizzati tanto lateralmente alle lingue glaciali quanto a letto di queste. In relazione alla massa glaciale che ne rappresenta l'agente di trasporto, le morene possono essere suddivise in due categorie fondamentali: quelle in movimento e quelle deposte.

Geologia: morene superficiali,interne e di fondo

In funzione della loro collocazione spaziale rispetto alla massa di ghiaccio, le morene vengono inoltre abitualmente suddivise in: superficiali, interne e di fondo. Al primo gruppo appartengono in particolare le morene che ricoprono le lingue glaciali, formate prevalentemente da materiale lapideo proveniente dai versanti rocciosi del truogolo glaciale, sovente per l'intervento di frane. La formazione delle morene interne può dipendere dal seppellimento di precedenti morene superficiali (per accrescimento dello spessore della lingua glaciale) o dalla confluenza di più lingue glaciali, con formazione di una morena mediana sommersa. Le morene di fondo, comprese fra la base della massa di ghiaccio e il letto roccioso, sono costituite da materiali lapidei in parte asportati dal letto roccioso per esarazione e in parte provenienti, per graduale discesa verso il fondo, dai detriti presenti sulla superficie o all'interno della massa di ghiaccio. Nelle coltri moreniche di fondo i frammenti di roccia subiscono un'usura più intensa che altrove, dato l'enorme carico cui sono sottoposti mentre strisciano contro il fondo roccioso. Gli effetti più palesi di tale usura si riscontrano nella comparsa di ciottoli striati e nella genesi di un maggior quantitativo di limo, spesso rimaneggiato dalle acque di fusione.

Geologia: forma e posizione

Dal punto di vista morfologico, gli accumuli morenici legati all'attività di ghiacciai di tipo alpino (lingue glaciali) sono convenzionalmente contraddistinti con termini diversi secondo la loro posizione e la loro forma: le morene vengono chiamate laterali quando risultano orientate parallelamente al ghiacciaio e disposte simmetricamente lungo i fianchi del medesimo, inserendosi tra la massa di ghiaccio in movimento e le pareti rocciose del truogolo glaciale. Se, per situazioni locali, una morena del tipo in questione non è più addossata alle pareti rocciose, ma viene a costituire un rilevato autonomo, separato dal versante roccioso da una sorta di vallo, si parla allora di morena di sponda. La comparsa di questo tipo particolare di morena è di solito localizzata allo sbocco delle valli glaciali o verso la parte terminale delle medesime, generalmente più svasata (quale grandioso esempio di morena di sponda si ricorda la famosa Serra di Ivrea, costruita dal ghiacciaio quaternario della Dora Baltea). Dalla confluenza di due distinte lingue glaciali si origina la morena mediana, prodotto della saldatura di due morene laterali, ben riconoscibili come tali a monte della confluenza. Nel caso di grandi ghiacciai interessati da più confluenze, si possono riconoscere tante morene mediane quante sono le confluenze. Come morene trasversali sono noti certi rilievi cordoniformi discontinui, disposti obliquamente rispetto alle valli. Tali morene rappresentano il risultato della confluenza di una grande lingua glaciale in una minore, con accavallamento della prima sulla seconda. Le morene terminali sono ubicate nella parte frontale dei ghiacciai e sono pertanto note anche come morene frontali; hanno di norma una notevole consistenza volumetrica e una caratteristica foggia, paragonabile a quella di grandi argini di sbarramento, con pianta a ferro di cavallo e concavità rivolta verso il ghiacciaio. Alle morene frontali si deve la formazione degli anfiteatri morenici.

Geologia: morene terminali

In rapporto alle caratteristiche dinamiche del ghiacciaio cui devono la loro origine le morene terminali sono ulteriormente distinte in morene di avanzata, morene di accumulo, morene di ritiro e morene di ablazione. In linea di massima le prime sono ubicate davanti a lingue glaciali in espansione, capaci cioè di sospingere ancora il materiale morenico verso valle; le seconde si identificano con i cumuli in accrescimento lungo il fronte di una lingua glaciale relativamente fisso nel tempo (per questa ragione tali morene sono chiamate anche morene stadiali). Minor sviluppo altimetrico hanno invece le morene di ritiro e quelle di ablazione, che rappresentano rispettivamente coltri più o meno spesse di detriti abbandonati da lingue glaciali in fase di ritiro o di esaurimento per ablazione. Aspetti particolari presentano talora le morene periferiche dei ghiacciai di tipo alascano. Tra queste meritano di essere ricordate le morene lobate e interlobate, che ereditano la loro forma caratteristica da quella del contorno lobato delle varie apofisi dell'estesa coltre glaciale centrale (vedi ghiacciaio).

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