opsonina

sf. [sec. XX; dal greco ópson, cibo+-ina]. Proteina contenuta nel siero di sangue, che rende possibile la fagocitosi dei germi patogeni e di altri materiali corpuscolati da parte dei leucociti (reazione opsonica o potere opsonizzante). Le opsonine sono globuline identificabili nei cosiddetti “anticorpi naturali”, i quali sono presenti anche nel sangue di soggetti che non hanno in precedenza contratto malattie infettive. Le opsonine sono termolabili: a 56 ºC perdono il loro potere favorente la fagocitosi. Attività simile a quella delle opsonine possiedono il complemento e gli anticorpi acquisiti mediante vaccinazione o in seguito a malattie infettive.

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