piaga

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sf. [sec. XIII; latino plaga, colpo, e quindi ferita].

1) In senso specifico, soluzione di continuità della cute o di una mucosa che tende a guarire mediante la formazione di tessuto di granulazione. Le piaghe da decubito sono piaghe torpide che si formano nelle regioni del corpo a contatto con il piano del letto (regioni sacrale e glutea) nei malati da tempo costretti all'immobilità per malattie gravi e debilitanti. In senso più ampio, ferita in genere, specialmente nell'uso lett.: la spada gli aprì una profonda piaga nel fianco.

2) Fig., pena sempre viva, dolore profondo e insanabile, passione cocente: quel ricordo è una piaga che non si rimargina; mettere il dito sulla piaga, toccare un argomento scottante e molto doloroso. Per estensione, danno grave; flagello, calamità, male sociale inveterato e difficilmente estirpabile: la piaga della carestia, dell'analfabetismo. Familiare, persona molesta, pesante, insoffribile: quella piaga non voleva più andarsene.

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