presciènza

sf. [sec. XIV; dal latino tardo praescientia]. Nella teologia cattolica, la conoscenza che Dio ha degli esseri e degli avvenimenti ancor prima che gli uni esistano e gli altri accadano. Il ragionamento che sulla prescienza avanza San Tommaso d'Aquino è il seguente: Dio è perfezione assoluta, esistente da sempre, e come tale la sua conoscenza è al di sopra del tempo, non divisa in passato, presente e futuro, ma un solo continuo presente. Quindi la prescienza è connaturata alla sua essenza. Per servirci di un esempio esplicativo: Dio ha presente tutti gli esseri e gli avvenimenti come l'architetto ha nella sua mente l'edificio da lui ideato prima ancora che questo sia costruito. E come l'architetto è causa dell'edificio ideato, così Dio è causa prima degli esseri e degli avvenimenti e quindi ne discende la sua prescienza come “causa ideante”. Nell'ambito della predestinazione allora quale è la funzione della prescienza divina? Secondo San Tommaso Dio prevede ciò che accadrà, ma ciò che accadrà non avverrà perché Dio l'ha previsto. Agli effetti cioè della libertà umana, questa rimane arbitra del suo destino eterno. Il concorso divino nella predestinazione serve solo a coadiuvare la volontà libera dell'uomo con la sua grazia, senza però vincolarla nella sua scelta.

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