ritardo

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sm. [sec. XVI; da ritardare].

1) Atto, effetto del ritardare; indugio oltre il limite fissato; rallentamento: il ritardo dei mezzi pubblici; ritardo nella consegna di un pacco; c'è un ritardo nel motore; essere in ritardo, ritardare, giungere dopo il tempo stabilito; la posta arrivò in ritardo; l'orologio è in ritardo, resta indietro; senza ritardo, senza indugio, immediatamente; anche il tempo impiegato ritardando: ha un ritardo di circa un'ora; riguadagnare il ritardo, accrescere la velocità per recuperare il tempo perduto. In particolare, ritardo scolastico, ritardo rispetto alla classe che l'allievo dovrebbe frequentare in corrispondenza alla sua età cronologica; ritardo mentale, deficit di efficienza intellettiva in età evolutiva, espressione che nell'uso viene limitata ai deficit di modesto rilievo che lasciano prevedere buone possibilità di recupero; ritardo culturale, situazione in cui la cultura materiale (soprattutto tecnologica) si sviluppa con un ritmo più rapido rispetto alla cultura non materiale (norme, valori, istituzione, costume) che dovrebbe regolarne e controllarne l'impiego. Si tratta di un'espressione ambigua fin dalla sua comparsa sulla scena sociologica degli anni Venti del Novecento, perché spesso sembra imputare lo squilibrio del mutamento sociale all'inadeguatezza o alla lentezza della cultura non materiale, laddove invece possono darsi anche casi di vera e propria “resistenza” volontaria nei confronti dei traguardi e dei risultati della tecnologia (si veda, per esempio, la resistenza di certe comunità sociali allo sviluppo dell'energia nucleare).

2) In elettrotecnica, si dice che una grandezza sinusoidale è in ritardo di fase rispetto a un'altra della stessa frequenza, quando la differenza tra la fase della prima e quella della seconda è negativa.

3) In telefonia, ritardo all'attrazione, ritardo alla caduta, intervallo di tempo che intercorre fra l'eccitazione o la diseccitazione di un relè e il corrispondente movimento della parte mobile.

4) In elettronica, linea di ritardo, quadripolo che viene inserito nei circuiti elettronici per ritardare di un dato tempo l'invio di segnali che possano essere distribuiti anche su una banda di lavoro sensibilmente ampia.

5) Nei sistemi di controllo, dispositivo di ritardo, dispositivo che trasmette in uscita il segnale che riceve in entrata senza alcuna alterazione tranne uno spostamento temporale prefissato. Se il segnale è elettrico è realizzato mediante una linea o circuito di ritardo elettromagnetico (vedi linea) o acustoelettronico; se è un segnale meccanico sono necessari due trasduttori, uno meccanoelettrico e uno elettromeccanico. In particolare, linea di ritardo acustoelettronica, dispositivo avente lo stesso scopo delle linee di ritardo elettromagnetiche costituito da un elemento cristallino di materiale piezoelettrico e da due trasduttori piezoelettrici, posti a distanza esattamente calcolata in relazione al ritardo desiderato e alla lunghezza d'onda del suono nel cristallo. Il primo trasduttore trasforma il segnale elettrico entrante in segnale acustico, il secondo effettua la trasduzione inversa. Queste linee hanno il vantaggio, rispetto a quelle elettromagnetiche, di essere assai più corte a parità di ritardo, di essere meno dispersive e di presentare minor attenuazione. Sono impiegate nella televisione a colori e nel radar.

6) In armonia, fenomeno che coinvolge uno o più suoni di un accordo quando essi siano tenuti in un successivo accordo diverso, prima di risolvere sui suoni propri di quest'ultimo. La risoluzione per grado congiunto discendente dà un ritardo superiore; per grado congiunto ascendente, un ritardo inferiore; per grado disgiunto, un ritardo irregolare. § In diritto, nell'adempimento di un'obbligazione si ha ritardo (o mora) quando la prestazione, pur non adempiuta entro il termine, è ancora utile per il creditore. Il debitore però, in questo caso, deve non solo adempiere il proprio impegno, ma risarcire anche al creditore il danno provocatogli dal ritardo, salvo che questo sia determinato da impossibilità della prestazione derivata da causa a lui non imputabile.