Lessico

sm. [sec. XVII; da rullare].

1) Il rullare del tamburo: l'ingresso del generale fu annunciato da un rullo di tamburi.

2) Grosso rotolo di carta destinato alla stampa dei giornali.

3) Al pl., nel ciclismo, apparecchio usato in palestra per l'allenamento; consta di tre rulli, uno anteriore e due posteriori, che girano secondo la velocità imposta dall'atleta che aziona i pedali.

4) Rotolo di pellicola cinematografica o fotografica avvolto su un nucleo.

5) Nome generico di vari arnesi o elementi di forma cilindrica, girevoli intorno al proprio asse, destinati a diverse lavorazioni tecniche (per cui possono essere folli o comandati da apposito motore o catena cinematica). In particolare: A) strumento agricolo usato per la rullatura del terreno. B) Utensile impiegato per ottenere filettature senza asportazione del truciolo, ma per mezzo di deformazione a freddo del pezzo in lavorazione sulle rullatrici; i rulli sono sagomati in modo diverso secondo il tipo di filettatura che si desidera ottenere e le dimensioni dei pezzi da filettare. C) In marina, cilindro metallico girevole sistemato in posizione opportuna dove si vuole evitare che un cavo scorrendo sfreghi e quindi si deteriori; cilindro metallico girevole con asse orizzontale, sostenuto in genere da un cavalletto, che può essere fissato a un ponte; vi si avvolgono cavi per usi diversi. D) In tipografia, cilindro di metallo o di gomma o altro materiale, di vario diametro, che compone i gruppi inchiostratori o bagnatori delle macchine da stampa tipografiche e offset.

Tecnica

Nei trasportatori a nastro si usano rulli di sostegno del nastro stesso e rulli laterali di contenimento o di guida. Rulli folli vengono impiegati quali elementi di appoggio per organi in movimento rotatorio o striscianti; una serie di rulli azionati da motori e posti l'uno di seguito all'altro costituisce i piani a rulli, o vie a rulli, impiegati nelle operazioni di laminazione per portare al laminatoio gli sbozzati, per operare i vari passaggi di pezzi metallici incandescenti da inviare al raffreddamento, ecc. Nei lavori pubblici si usano rulli di diametro e peso adeguati nelle operazioni di costipamento o di finitura di superfici: sono in genere pesanti cilindri in ghisa o in acciaio, facenti parte di un compressore ovvero a traino meccanico o manuale. Per il costipamento delle dighe in terra, al fine di rendere coerente il materiale impiegato, si adottano rulli a puntoni, la parte terminale dei quali è mobile per consentire la loro sostituzione in seguito a usura. Nelle lavorazioni edili manuali si usano piccoli rulli folli immanicati, quali il rullo dentato usato dai muratori per rendere granulosa una superficie di cemento, o il rullo da pittura con superficie ricoperta da materiale assorbente, che può essere anche decorata a rilievo in modo da ottenere un disegno a schema fisso, usato per tinteggiare gli intonaci.

Tecnica agraria

A seconda che la funzione prevalente sia quella di comprimere il terreno oppure quella di frantumare le zolle, si distinguono rulli compressori e rulli frangizolla. I primi sono costituiti da cilindri di 30-50 cm di diametro, in cemento, ghisa o lamiera (ripieni, in quest'ultimo caso, di sabbia o acqua), imperniati su un asse rotante portato da un telaio. Il cilindro può essere sostituito da anelli larghi 30-60 cm folli sull'asse. I rulli frangizolla sono costituiti da anelli in ghisa o acciaio stampato, imperniati folli su un asse come nel caso precedente, ma con fascia esterna biconica o seghettata. Questi rulli possono essere semplici oppure doppi o multipli. Esistono inoltre rulli sottocompressori, con il compito di sgretolare e comprimere in profondità, formati da dischi sottili a corona dentellata, e rulli costipatori, usati per lavori di sistemazione del terreno e costituiti da grandi cilindri dentati. A eccezione dei piccoli rulli compressori da giardinaggio, i rulli sono trainati da un vettore animale o meccanico.

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