Lessico

sm. (pl. i sacchi, ant. o toscano le sacca) [sec. XIII; latino saccus, che risale al greco sákkos, e questo al fenicio sáq, stoffa grossolana].

1) Contenitore di forma cilindrica, di tela grezza e robusta, ma anche di carta resistente, di plastica o altro, aperto in alto, usato per contenere merce di varia natura da riporre o da trasportare: riempire, vuotare un sacco; mettere il grano nei sacchi; tela da sacco, ruvida e a trama rada, per confezionare sacchi. Nelle loc. fig.: colmare il sacco, colmare la misura, superare i limiti; vuotare il sacco, dire tutto quello che si sa o ciò che si pensa, senza reticenze o pudori; reggere il sacco a qualcuno, aiutarlo a commettere un furto o un'azione riprovevole in genere; cogliere qualcuno con le mani nel sacco, in flagrante; agire con la testa nel sacco, in modo sconsiderato, senza pensare a quello che si fa; mettere qualcuno nel sacco, ingannarlo, raggirarlo, superarlo facilmente in bravura; tornare con le pive nel sacco, deluso, scornato; farina del proprio sacco, di lavoro, in particolare di opera del pensiero, originale, non copiato o ricalcato sull'opera altrui.

2) Quantità di merce contenuta in un sacco: un sacco di grano, di farina; fig.: sacco di cenci, di stracci, persona cenciosa, sbrindellata; sacco d'ossa, persona magrissima. Per estensione, quantità enorme: guadagnare un sacco di soldi; anche nella loc. un sacco e una sporta: gliene ho dette un sacco e una sporta. In particolare, antica misura di capacità per aridi, di valore variabile secondo i luoghi (l 82 nel Veneto, 73 in Toscana, ecc.).

3) Tela grossolana con cui si fanno i sacchi; per estensione, veste di panno rozzo indossata per penitenza, in particolare da frati e simili: vestire il sacco; coprirsi di un sacco.

4) Recipiente più o meno simile a un sacco o che si usa come un sacco: sacco da viaggio; sacco da montagna o sacco alpino, sorta di zaino usato da alpinisti, campeggiatori e simili per riporvi le provviste; sacco a pelo, sorta di grande sacco di tela o d'altro, per lo più impermeabile e imbottito, in cui si infilano, chiudendolo con una cerniera lampo, alpinisti, campeggiatori e simili per pernottare all'aperto o in tenda; sacco di sabbia (inglese punching-bag), nel pugilato, attrezzo da palestra ripieno di sabbia e appeso al soffitto contro il quale si esercita il pugile per aumentare la potenza dei suoi pugni; colazione al sacco; fare il sacco, scherzo tipico dei soldati, dei collegiali e simili, consistente nel ripiegare il lenzuolo inferiore del letto in modo che chi vi entra non possa allungare le gambe.

5) Di formazione e struttura che ricorda un sacco. In particolare: A) in anatomia, sacco auricolare, lo stesso che sacculo; sacco urinario, lo stesso che allantoide; sacco amniotico, lo stesso che amnio; sacco lacrimale, formazione cilindrica, situata sul lato mediale della base dell'orbita nella doccia lacrimonasale, nella quale si raccolgono le lacrime. B) In botanica, sacco embrionale, struttura caratteristica delle Angiosperme che corrisponde al gametofito o protallo femminile; sacco pollinico, sacco che si forma nelle cavità delle antere e contiene i granuli di polline. C) In embriologia, sacco del tuorlo o vitellino, annesso embrionale presente in tutti i Cordati e contenente la massa del tuorlo o vitello.

6) Negli impianti di depolverizzazione di fumi e gas, sacco della polvere, dispositivo avente lo scopo di eseguire una pre-depolverizzazione, con la separazione della maggior parte delle particelle solide trascinate. Per esempio il sacco della polvere usato per la depolverizzazione dei gas d'altoforno è costituito da un cilindro di lamiera d'acciaio con asse verticale: il gas, entrando verticalmente dall'alto nel sacco, rallenta notevolmente, cosicché le particelle di polvere si depositano sul fondo, quindi esce orizzontalmente dalla parte alta del dispositivo. In tale fase si separa agevolmente oltre l'80% della polvere trascinata dal gas.

7) Nelle costruzioni, sfera a sacco, tipo di muratura formato da scaglie di pietra (caementa) impastate con malta, molto usato nell'architettura romana (opus caementicium).

8) Saccheggio: il sacco di Roma; mettere a saccoqualche cosa; dare il sacco a qualche cosa, saccheggiare.

9) Familiare popolare, mille lire: costa dieci sacchi.

Botanica

Il sacco embrionale si forma all'interno della nocella dell'ovulo e deriva da una o da più megaspore. Nel caso più frequente e tipico si forma da una sola megaspora (gametofito monosporiale) che in seguito a successive divisioni origina due gruppi di quattro nuclei aploidi, che si dispongono l'uno al polo micropilare e l'altro al polo calazale. Da ogni gruppo migra verso il centro un nucleo, detto nucleo polare, per formare il nucleo secondario o nucleo di fusione che risulta così diploide. I tre nuclei del polo calazale formano le cellule antipodali, mentre di quelli micropilari due originano le cellule sinergidi e il terzo la cellula uovo od oosfera. Esistono anche sacchi embrionali che derivano da due o da quattro megaspore, che conservano la stessa struttura o ne possono in parte differire. All'interno del sacco embrionale avviene il processo di doppia fecondazione, che porta alla formazione dell'endosperma secondario (albume) e allo sviluppo dell'embrione.

Embriologia

La cavità del sacco del tuorlo è in comunicazione con la cavità intestinale dell'embrione mediante il peduncolo vitellino; essa è tappezzata da endoderma extraembrionale e da uno strato esterno di natura mesodermica, la splancnopleura, in continuità con la splancnopleura dell'embrione. Anche dopo essersi costituito sulla faccia ventrale dell'embrione, in corrispondenza del peduncolo ombelicale nei Mammiferi e del suo omologo nei Rettili e negli Uccelli, il sacco rimane attaccato all'embrione mediante il peduncolo vitellino. La funzione primitiva del sacco del tuorlo nei Pesci che lo posseggono, nei Rettili, Uccelli e Mammiferi è nutritiva; infatti la parete del sacco è abbondantemente irrorata e presenta ricchissime villosità.

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