supereterodina

sf. [sec. XX; da super-+eterodina, sul modello dell'inglese superheterodyne]. Termine tecnico con cui viene designato un radioricevitore a conversione di frequenza, la cui realizzazione è legata soprattutto agli studi di A. Meissner, W. Schottky, L. Lévy, E. H. Armstrong. In una supereterodina la frequenza da ricevere viene sovrapposta a quella di un oscillatore locale (eterodina), a frequenza regolabile. Il segnale composito viene inviato a un opportuno circuito elettronico non lineare in modo da dar luogo a un battimento che genera un segnale di frequenza (pari alla differenza delle due frequenze sovrapposte) corrispondente a quella di un apposito circuito di filtro detto di “media frequenza”. Tale media frequenza si trova in una banda molto superiore a quella del segnale audio di interesse; da qui il nome di "super" eterodina. Per ottenere il segnale audio desiderato è necessaria un'opportuna successiva demodulazione. La selettività del radioricevitore è così ricondotta alle caratteristiche del filtro di media frequenza che, operando a frequenza fissa, può venire più agevolmente realizzato anche con ottime caratteristiche di selettività. Praticamente tutti i moderni radioricevitori, anche per televisione, operano secondo il principio della supereterodina.

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