tàbula ràsa

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loc. latina (propr., tavola per scrivere raschiata) usata in italiano come sf.

1) In Aristotele, l'assenza di ogni determinazione del pensiero nell'intelletto possibile. L'immagine deriva dalla tavola di cera in uso nell'antichità per scrivere. San Tommaso riprende l'espressione e nella polemica sulle idee innate J. Locke dirà che l'anima nasce come tabula rasa, assolutamente priva di qualsiasi idea.

2) Per estensione: essere (una)tabula rasa, essere ignorante in senso assoluto o relativamente a un certo argomento; far tabula rasa, portare via tutto o cacciare via tutti, fare piazza pulita.

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