Lessico

(meno propr. the), sm. [sec. XVII; dal cinese dialettale t'e, tramite il francese thé]. Nome comune della pianta arbustiva Thea sinensis della famiglia Teacee originaria dell'Asia, dove è largamente coltivata per le foglie aromatiche con le quali si prepara la bevanda omonima diffusa in Europa all'inizio del sec. XVII. In particolare, le foglie di tale pianta, essiccate e variamente trattate per ricavarne un infuso: una bustina di tè. Per estensione, la bevanda aromatica e lievemente eccitante ottenuta per infusione di tali foglie: una tazza di ; al limone; pasticceria da tè, che abitualmente si mangia con il tè; anche bevanda analoga ottenuta per infusione di foglie o fiori di altre piante: tè di rose; per metonimia, tazza di tale bevanda: prendere, offrire un tè. Fig., ricevimento, riunione pomeridiana in cui si serve tale bevanda: la signora ci ha invitato al per domani; casa da tè, in Giappone, specialmente in passato, locale in cui le geishe servono il tè intrattenendo gli ospiti con canti e danze; per estensione, euf., per casa di tolleranza; sala da tè, calco dell'inglese tea-room.

Botanica

Il tè si presenta come un albero sempreverde che allo stato spontaneo può essere alto fino a 12-15 m, ma che nelle colture è mantenuto ad altezze di 100-150 cm per facilitare la raccolta delle foglie. Queste si presentano alterne, coriacee, ellittico lanceolate od ovate, finemente seghettate; i fiori, con petali bianchi e numerosi stami gialli, sono solitari o riuniti in gruppi di 2-5 all'ascella delle foglie. I frutti sono capsule trivalvi contenenti semi oleosi. Dalle regioni di origine (Cina e Assam) la coltivazione del tè si è diffusa in numerosi altri Paesi; in ordine di importanza vengono India, Cina, Srī Lanka, Paesi dell'ex Unione Sovietica, Giappone, Indonesia, Kenya, Turchia ecc., dove le più importanti varietà coltivate sono la bohea, propria delle regioni montagnose tropicali, e l'assamica, adatta alle zone umide e calde di pianura. Entrambe le varietà richiedono terreni profondi e soffici, ben drenati e ricchi di sostanze organiche; fattore indispensabile per la coltura, inoltre, è che le precipitazioni siano comprese fra i 2000 e i 2500 mm annui. La riproduzione avviene normalmente per seme, in semenzaio, trapiantando poi le piantine con una densità di ca. 4000 cespugli per ettaro. Operazione molto importante è la potatura, che viene compiuta ogni anno prima della stagione delle piogge e che ha lo scopo di far assumere un aspetto quasi tabulare alla pianta e di favorirne l'emissione di nuovi germogli. La raccolta, che inizia al terzo anno dalla messa a dimora, viene effettuata asportando gli apici dei germogli e le foglioline giovani; il prodotto migliore è ottenuto dal germoglio terminale. La qualità del tè posto in commercio dipende non solo dalla varietà e dalla zona di produzione (il più pregiato è quello di montagna), ma anche, e in maniera preponderante, dalle successive operazioni di preparazione; così, in pratica, i due tipi fondamentali di tè sono il tè verde e il tè nero. Per preparare il tè verde, le foglie vengono sottoposte a tempestiva torrefazione per inattivare un fermento, la teasi, responsabile della demolizione della clorofilla, poi vengono arrotolate e tagliate. Più complicata è invece la preparazione del tè nero, in cui le foglie, dopo l'essiccazione in appositi locali, vengono delicatamente compresse e messe a fermentare in modo da ottenere una perdita in tannini pari al 30-50%; a queste operazioni seguono poi un'ulteriore essiccazione e lo sminuzzamento. Spesso vengono effettuate sofisticazioni del tè aggiungendovi foglie di altre piante, quali fragola, olmo, pioppo ecc. La bevanda, ottenuta per infusione, ha un'azione leggermente eccitante e diuretica dovuta principalmente al contenuto in teofillina, teobromina e caffeina delle foglie stesse. Tipo particolare è il tè del Canada.

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