tìaso

sm. [sec. XVIII; dal greco thíasos]. Associazione cultuale dell'antica Grecia. Era una specie di confraternita a cui si era ammessi per iniziazione e aveva lo scopo di celebrare riti in onore di Dioniso-Bacco. Si trattava di riti estatici che non potevano essere inseriti nella normale azione di culto esplicata nell'ambito della polis. Di qui sorgeva la necessità di un associazionismo sottratto alla società “politica”. I membri di un tiaso, per lo più femminili, eseguivano i loro riti fuori città, in luoghi selvaggi, come “selvaggio” era il loro comportamento contrapposto allo schema di una vita “sociale” a cui si sottraevano temporaneamente, per entrare in contatto con l'alterità divina. Nell'arte antica il tiaso di Dioniso e il tiaso di Posidone e Anfitrite compaiono spesso nella ceramica figurata, in sculture (rilievi decorativi, sarcofagi) e in mosaici.

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