tapìro

sm. [sec. XIX; dal portoghese tapir, risalente a una voce tupi]. Nome delle 4 specie di Mammiferi Perissodattili della famiglia dei Tapiridi, tutte appartenenti al genere Tapirus e distribuite in America meridionale e in Asia. Sono i più primitivi tra i Perissodattili, ovvero quelli che hanno conservato le forme più arcaiche e che hanno un minore livello di specializzazione. I tapiri presentano una lunghezza variabile da 1,80 a 2,50 m, con soli 5-10 cm di coda, sono alti alla spalla 70-100 cm e pesano da 220 a 300 kg. Hanno corpo piuttosto massiccio, di forme alquanto allungate, testa arcuata, con lungo muso e naso e labbro superiore prolungati a formare una sorta di piccola proboscide conica, mobile, alla cui estremità si aprono le narici; gli arti hanno 4 dita gli anteriori e 3 i posteriori. La pelle è spessa, ma piuttosto morbida, ricoperta da pelo fitto e corto. Di indole timida e schiva, questi erbivori frequentano le foreste, specie con molta acqua: vivono isolati o a coppie. Il tapiro asiatico o tapiro dalla gualdrappa (Tapirus indicus) possiede il manto ornato nella parte posteriore del corpo da una vistosa “gualdrappa” chiara; è la specie di maggior mole, ora rara, ma un tempo ampiamente diffusa nell'Indomalesia. Il tapiro americano (Tapirus terrestris) ha un color marrone scuro e nerastro ed è ampiamente diffuso nella parte settentrionale del Sudamerica, sino al Chaco. Le due altre specie americane, rare, sono il tapiro delle Ande o tapiro di montagna (Tapirus roulini) e il tapiro di Baird (Tapirus bairdi), diffuso dal Messico alla Colombia. La distribuzione così particolare delle specie del genere Tapirus testimonia una loro antica diffusione molto più ampia, che interessava anche l'Europa, l'Asia settentrionale e l'America settentrionale.

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