calco
Redazione De Agostini
n.m. [pl.
-chi]
1 impronta, in negativo, di un rilievo o di un
incavo, o di un oggetto intero, ottenuta facendovi aderire una
materia duttile ma abbastanza stabile da poter essere staccata
conservando la forma ricevuta:
calco di cera,
di gesso | (
estens.) la copia positiva dell’oggetto ottenuta
utilizzando tale procedimento per preparare una matrice di fusione
2 copia di un disegno ottenuta ripassandone i
contorni con una punta e facendo così risultare un insieme
corrispondente di solchi su una superficie sottostante
3 (
tip.) impronta di una matrice di stampa da cui viene
ricavata una copia con procedimenti diversi
4 (
ling.) particolare tipo di prestito in cui la struttura di
una parola o di una locuzione straniera viene riprodotta nella
lingua ricevente (p.e.
ferrovia dal ted.
Eisenbahn, comp. di
Eisen ‘ferro’ e
Bahn ‘via’), oppure quando una parola già
esistente in una lingua assume un nuovo significato per influenza
del significato della parola corrispondente in un’altra
lingua (p.e.
realizzare ‘capire bene, rendersi conto’
dall’ingl.
to realize) | (
estens.) la forma linguistica che ne risulta:
calco lessicale,
semantico,
sintattico
¶ Deriv. di calcare 1.
¶ Deriv. di calcare 1.
Rubrica sinonimi
Sin. impronta, copia.Dizionari di Sapere
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