censore
Redazione De Agostini
n.m. [f.
-a; pl.m.
-i, f.
-e]
1 nella Roma antica, magistrato incaricato di fare
il censo, controllare le opere pubbliche e gli appalti e di
vigilare sui costumi pubblici e privati
2 l’addetto a un ufficio di censura
3 nei convitti, il superiore che sorveglia la
disciplina dei convittori | nelle accademie, revisore degli scritti
da pubblicare
4 (
fig.) critico severo della condotta e delle opere altrui
¶ Dal lat. censore(m).
¶ Dal lat. censore(m).
Nota d'uso
· Il femminile regolare di censore è censora, e così si può chiamare una donna addetta a un ufficio di censura. Per i significati storici la forma femminile non è stata probabilmente mai usata perché storicamente non sembra che questo titolo sia mai stato attribuito a donne. Tuttavia chi volesse, per esempio, far comparire una censora in una favola, potrebbe utilizzare questa forma di femminile grammaticalmente regolare. Alcuni preferiranno chiamare anche una donna censore, al maschile. Si tratta di una scelta che non ha basi linguistiche ma sociologiche, e che comunque può creare, nel discorso, qualche problema per le concordanze.Rubrica sinonimi
1(di spettacoli, scritti ecc.) Gener. revisore, esaminatore 2 (estens.) Sin. moralista, catone.Dizionari di Sapere
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