sconto

n.m. [pl. -i] 1 ( dir.) contratto con il quale la banca, previa deduzione dell’interesse, anticipa al cliente l’importo di un credito verso terzi non ancora scaduto che le viene ceduto salvo buon fine; l’entità dell’interesse dedotto; l’operazione finanziaria che dà vita a tale contratto: saggio, tasso ufficiale di sconto, quello praticato dalla banca centrale alle aziende di credito: chiedere, ottenere lo sconto di una cambiale 2 deduzione di un importo da altro importo: vi invio questa somma a sconto del mio debito 3 diminuzione del prezzo praticata dal venditore all’acquirente; entità di tale variazione: fare, concedere uno sconto; un piccolo, un forte sconto; acquistare con il 25% di sconto (o con uno sconto del 25%)

Deriv. di scontare.

Nota d'uso

· Il superlativo è una forma tipica dell’aggettivo. Qualche volta però si creano superlativi di nomi che esprimono una qualità per intendere che questa qualità è al massimo livello. Per esempio il superlativo scontissimo viene usato nel linguaggio commerciale per indicare uno sconto fortissimo e attirare così i compratori (scontissimi degli ultimi giorni).

Rubrica sinonimi

1(da un importo) Sin. sottrazione, detrazione, deduzione, defalco, scomputo Contr. computo, aggiunta, maggiorazione; conteggio, calcolo, conto 2 (di prezzi) Sin. abbassamento, ribasso, diminuzione, riduzione, calo Contr. aumento, rialzo, rincaro, innalzamento.


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