"Terremoto all'Italiana": la vignetta scandalo su Charlie Hebdo

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Vittime sepolte da strati di pasta e persone sporche di sangue. E’ la vignetta che il giornale satirico Charlie Hebdo ha dedicato al terremoto avvenuto nel centro Italia lo scorso 24 agosto.

L'ultimo numero del giornale satirico francese è uscito il 31 agosto e subito in rete si sono scatenate le polemiche contro la vignetta, definita di cattivo gusto e irrispettosa nei confronti delle quasi 300 persone che hanno perso la vita nel sisma.

Sui social network, tra le reazioni di protesta, è degna di nota la scritta "Non siamo più Charlie" in riferimento allo slogan “Je suis Charlie” che aveva invaso il web, in difesa della libertà d’opinione e della libertà di stampa, dopo l'assalto al giornale francese il 7 gennaio 2014 da parte di terroristi islamici in cui morirono 12 persone e 11 rimasero ferite.

Durante l’attacco alla redazione di Charlie Hebdo ad opera dei fratelli Kouachi, dichiaratisi affiliati di Al-Qaeda, che intendevano punire il periodico per le vignette satiriche su Maometto e l’Islam, vennero uccisi il direttore Stéphane Charbonnier e diversi collaboratori storici del periodico come Cabu, Tignous, Georges Wolinski e Honoré.

Nonostante il duro colpo subito, il periodico settimanale Charlie Hebdo, fondato nel 1970, ha proseguito nel proprio lavoro di satira irriverente e caustica, continuando la pubblicazione di vignette e articoli dissacranti nei riguardi della politica, soprattutto di estrema destra, e di ogni tradizione religiosa, in particolare delle tre grandi religioni monoteiste.

Ma nell’ultimo numero della rivista che ha in copertina una vignetta sul “burkini”, compare anche una vignetta sul terremoto del Centro Italia. Sotto il titolo “Terremoto all'italiana” viene mostrato il disegno di due persone insanguinate e altre sepolte da strati di pasta, con la dicitura: “Penne al sugo di pomodoro, penne gratinate, lasagne”. Inoltre nella stessa ultima pagina, il tema del sisma di Amatrice e Accumoli viene affrontato in una colonna con una serie di battute: "Circa 300 morti in un terremoto in Italia. Ancora non si sa se il sisma abbia gridato 'Allah akbar' prima di tremare".

Nonostante in molti difendano l’umorismo nero del giornale, sono tantissime le persone che si domandano come si possa fare ironia sulle vittime di un evento così catastrofico.