àggio

sm. [sec. XVI; forse da agio]. Differenza positiva fra il valore nominale e il valore reale di una moneta, in particolare differenza fra il valore della moneta metallica (aurea soprattutto) e il valore della cartamoneta (può verificarsi anche il caso contrario, cioè l'aggio della cartamoneta sull'oro). È pure detta aggio la differenza fra il valore di mercato e quello nominale di un titolo o fra il valore scontato e quello nominale di un effetto. Si parla inoltre di aggio sul cambio nel caso di differenza positiva fra il corso di mercato del cambio fra due monete e il corso corrispondente al rapporto di parità. In particolare: aggio di banco, in passato differenza fra il valore di mercato di una moneta e il prezzo pagato dal “banco”, calcolato in base al metallo fino in essa contenuto; aggio di pareggio, differenza fra il valore delle monete di banco e quello delle monete fuori banco, elevato d'autorità nonostante il loro logorio; aggio di dignità, aumento che una moneta acquisiva per i suoi caratteri di stabilità e fiducia; aggio di perdita, diminuzione subita da una moneta il cui valore corrente andava sotto la parità; aggio esattoriale, percentuale sull'intero ammontare delle imposte da riscuotere che spetta come compenso agli esattori.

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