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Autèri-Manzòcchi, Salvatóre

compositore italiano (Palermo 1845-Roma 1924). Figlio di una cantante, compì studi di arte e legge prima di quelli musicali e visse per vari anni all'estero, insegnando canto e dirigendo concerti. Nel 1889 divenne maestro di canto a Parma e in questa veste fu incondizionatamente apprezzato (Boito gli affidò una cattedra di “bel canto” nel 1890). Scrisse otto opere liriche, in cui già i contemporanei rilevarono un linguaggio di ispirazione fondamentalmente melodica, attardato su schemi ormai inattuali anche là dove tentava, come nel Conte di Gleichen (1887), un radicale superamento delle forme chiuse.

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