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Brunschvicg, Léon

filosofo francese (Parigi 1869-1944). Insegnante alla Sorbona e presidente o fondatore di varie società filosofiche, dominò a lungo l'ambiente culturale laico francese; celebri i suoi studi su Cartesio, Pascal e Spinoza. La filosofia di Brunschvicg s'ispira a un rigoroso nazionalismo idealistico e storicistico, nel quale l'attività spirituale prende coscienza di sé come realtà ultima di tutti i fatti; l'esperienza avrebbe solo la funzione di stimolo all'inventività dello spirito senza costituire di per sé una realtà: interiorità ed esteriorità sono costitutive del movimento dello spirito per costruire il mondo della verità. L'ammissione fatta da Brunschvicg di un'inventività dello spirito, presente nello sforzo dell'uomo per dominare la natura e istituire il mondo della moralità, spiega la componente storicistica del suo pensiero; l'orizzonte razionalistico emerge invece dalla difesa dell'autonomia della coscienza morale, che ripudia l'egoismo per raggiungere l'unità e l'universalità proprie dello spirito: la religione e Dio si sciolgono in questa universalità e unità dello spirito. Tra le opere: L'expérience humaine et la causalité physique (1922), Le progrès de la conscience dans la philosophie occidentale (1922).

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