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Gaéta, assèdio di-

assedio posto a Gaeta nel 1860 dall'esercito italiano dopo che le truppe borboniche, rimaste fedeli a Francesco II, raggiunsero la città dove il re si era rifugiato dal 6 settembre con la famiglia e la corte in seguito alla battaglia del Garigliano e alla caduta di Capua. Gli Italiani posero allora l'assedio da terra (generale Cialdini) e dal mare (ammiraglio Persano). La piazzaforte, sottoposta a continui bombardamenti (fu colpita da 57.000 proiettili) e nell'impossibilità di procurarsi rifornimenti dall'esterno, dopo 93 giorni di onorevolissima resistenza fu costretta ad arrendersi il 13 febbraio 1861. Il giorno successivo Francesco II e la sua corte si imbarcarono per Terracina, da dove poi raggiunsero Roma. Durante l'assedio i difensori ebbero 826 morti e 569 feriti; gli assedianti 46 morti e 321 feriti.

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