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Giamàica

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(Jamaica). Stato dell'America Centrale (10.991 km²). Capitale: Kingston. Divisione amministrativa: province (parishes) (14). Popolazione: 2.717.991 ab. (stima 2013). Lingua: inglese (ufficiale). Religione: protestanti 63,5%, cattolici 2,2%, altri cristiani 1,9%, rastafariani 1,1%, altri 10%. Unità monetaria: dollaro giamaicano (100 centesimi). Indice di sviluppo umano: 0,715 (96° posto). Confini: Mar delle Antille. Membro di: Caricom, Commonwealth, OAS, ONU e WTO, associato UE.

Generalità

Lo Stato è formato dall'isola omonima, appartenente al gruppo delle Grandi Antille, e dagli scogli disabitati Pedro Cays e Morant Cays; si estende fra Cuba (N) e Hispaniola (E).. Colonizzata dagli spagnoli come le altre isole antillane, la Giamaica fu poi occupata dagli inglesi nel 1655; questi ne fecero uno dei loro più solidi possessi nell'area caribica e lasciarono nell'isola una duratura impronta, riflessa chiaramente nella lingua, nella religione, nella cultura e nell'intera vita politica. Divenuta celebre per la pirateria, ha ottenuto l'indipendenza solo nel 1962, scegliendo però di entrare a far parte del Commonwealth britannico. La Giamaica produce ingenti quantità di bauxite (di cui è il quarto produttore mondiale) e del suo principale semilavorato, l'allumina. Il Paese, pur mantenendo standard elevati nei servizi socio-sanitari e nell'istruzione e conservando una posizione di rilievo nel futuro dell'area caraibica, è in una fase di stallo dal punto di vista economico e sociale. Il Governo di Kingston deve infatti dipanare le annose questioni che dividono la società (dovute a una natalità elevata), prima di poter riformare l'economia al riparo dalla conflittualità sociale.

Lo Stato

In base alla Costituzione del 6 agosto 1962, il Paese è una Monarchia costituzionale. Capo dello Stato è il sovrano del Regno Unito rappresentato da un governatore generale, che è assistito da un Consiglio Privato. Il potere legislativo spetta al Parlamento, che dura in carica 5 anni ed è formato dalla Camera dei Rappresentanti, eletti a suffragio universale ogni cinque anni, e dal Senato, i cui membri sono nominati dal governatore generale, su indicazione in parte del primo ministro, in parte del leader dell'opposizione. Il potere esecutivo compete al primo ministro e ai vari ministri da lui designati e nominati dal governatore generale. Il sistema giudiziario è basato sulla Common Law britannica. La giustizia è amministrata, al suo massimo grado, dalla Corte Suprema, da una Corte d'Appello e da tribunali minori. La pena di morte è in vigore per i reati di omicidio. La difesa dello Stato è affidata alle tre forze tradizionali: esercito, marina e aviazione. Il servizio militare si effettua su base volontaria a partire dai 18 anni d'età. L'istruzione primaria è obbligatoria dai 6 ai 12 anni di età. La scuola secondaria dura sette anni, è suddivisa in due cicli (uno di tre e uno di quattro anni), e viene impartita in istituti pubblici e privati, sul modello dei colleges inglesi (che permettono a chi ha seguito l'intero corso di iscriversi in un'università o in un istituto superiore). L'istruzione professionale viene impartita in scuole artigianali e in istituti tecnici industriali e agrari. Vi sono, inoltre, scuole superiori di arte, scienza e tecnica. A Kingston ha sede l'Università delle Indie Occidentali (1962). Nel 2007 la percentuale di analfabeti ammontava al 14%.

Territorio: geografia fisica

Strutturalmente l'isola di Giamaica costituisce uno dei tratti emersi della grande dorsale caribica che in direzione E-W allaccia la zolla istmica dell'Honduras orientale all'isola di Hispaniola, dove la penisola di Tiburon rappresenta il prolungamento dei rilievi giamaicani. L'isola è nel complesso montuosa benché in genere priva di asperità; la prevalente morfologia è data dal vasto altopiano che l'occupa per la quasi totalità, sovrastato da una serie di brevi catene essenzialmente formate da calcari del Mesozoico e del Cenozoico. Le massime elevazioni si aggirano sugli 800-900 m (Mount Diablo, 838 m; Mount Denham, 986 m), ma nella sezione orientale dell'isola la catena delle Blue Mountains s'innalza con ripidi versanti sino ai 2256 m dell'omonimo picco. Tra le catene s'interpongono brevi pianure alluvionali, che si allargano nella parte meridionale della Giamaica, dove si affacciano su coste basse, sovente orlate da lagune e incise da piccole baie; in più punti le formazioni coralline affiorano da un mare assai caldo e poco profondo. Le coste settentrionali invece sono in genere alte e rettilinee e si immergono rapidamente nella fossa delle Cayman (massima profondità, -7680 m). § L'idrografia dell'isola è caratterizzata da corsi d'acqua brevi e impetuosi, sovente interrotti da rapide e cascate; solo il Black River – che sfocia nella costa meridionale, come in genere gli altri principali fiumi giamaicani essendo lo spartiacque spostato verso N – è parzialmente navigabile. Assai attiva è la circolazione sotterranea, data la prevalenza delle rocce calcaree, ed estesi in genere sono i fenomeni carsici. § Attraversata dal 18º parallelo N, l'isola ha un clima spiccatamente tropicale, con temperature assai elevate tutto l'anno: Kingston, sulla costa sudorientale, ha una media annua di oltre 26 ºC, passando dalla media di gennaio di 25 ºC a quella di luglio di 27 ºC. Gli eccessi termici sono però mitigati dall'altitudine: a Hill Gardens, posta a 1498 m sulle Blue Mountains, le medie invernale ed estiva scendono rispettivamente a 15 ºC e a 18 ºC. Le precipitazioni, particolarmente copiose nei mesi di maggio-giugno e di settembre-novembre, sono assai elevate, aggirandosi sui 1800 mm annui; si hanno tuttavia marcate disparità tra la sezione orientale dell'isola, investita dall'aliseo di NE dove, sui versanti montuosi più esposti, cadono 5000-6000 mm di pioggia, e la protetta costa meridionale, che ne riceve anche meno di 1000 (786 mm a Kingston).

Territorio: geografia umana

Gli originari abitanti della Giamaica, gli arawak, furono decimati durante l'occupazione spagnola dell'isola; i sopraggiunti europei non furono però mai numerosi. Il grande popolamento si ebbe sotto gli inglesi, che fecero affluire in misura sempre più rilevante schiavi dell'Africa, adibendoli ai lavori nelle piantagioni; si calcola che in cento anni, dal 1680 al 1780, giunsero in Giamaica 600.000 africani. La popolazione è costituita in prevalenza da neri (92,1%) e meticci (6,1%); si hanno poi minoranze di asiatici (indiani, 0,7%; cinesi, 0,2%) e di bianchi (0,2%). Per molto tempo l'isola è stata serbatoio di manodopera per Caraibi, Gran Bretagna, Stati Uniti e Canada. Numerosi furono i giamaicani che si trasferirono nel Regno Unito all'indomani dell'abolizione della schiavitù, mentre a partire dagli anni Quaranta del Novecento ebbe inizio l'esodo verso gli Stati Uniti, dove gli emigrati trovavano impiego tra l'altro nelle piantagioni di canna da zucchero della Florida o sulla costa orientale. Si calcola che circa 2 milioni di giamaicani vivano all'estero. Tuttavia i consistenti flussi migratori non sono stati sufficienti a ridurre l'eccedenza demografica (anche perché alcuni Paesi destinatari hanno imposto limiti all'afflusso immigratorio) e solo una capillare campagna promossa dal governo per la limitazione delle nascite ha potuto abbassare l'indice di accrescimento annuo allo 0,4% (2005-2010). Rimangono, tuttavia, gravi problemi posti da una popolazione che per un terzo è formata da giovani al di sotto dei vent'anni, con una copertura sanitaria insufficiente. Secondo le organizzazioni internazionali tra i bambini giamaicani si registra un aumento dei casi di HIV; il virus è una delle principali cause di morte tra gli adolescenti e nella popolazione adulta la percentuale si aggira intorno all'1,7%. Il Paese è densamente popolato (247,29 ab./km²), ma la distribuzione degli abitanti è piuttosto irregolare; le aree più popolate sono le ricche piane meridionali, che fanno capo a Kingston, a Spanish Town e a May Pen, e la fascia costiera nordoccidentale attorno a Montego Bay. A partire dagli anni Novanta la popolazione urbana ha registrato notevoli aumenti e accoglie ormai più della metà dei giamaicani (era il 30% negli anni Sessanta). L'unica metropoli è la capitale, Kingston (584.627 ab. nel 2011 l'agglomerato urbano, comprendente anche varie cittadine satelliti tra cui Saint Andrew); centro portuale e aeroportuale fiorente di attività economiche diverse – commerciali, manifatturiere ecc. – svolge anche un'importante funzione culturale in quanto sede dell'Università delle Indie Occidentali. La città è collegata per ferrovia a Montego Bay (110.115 ab. nel 2011), anch'esso con un vivace traffico portuale. Tra i centri minori dell'isola, nei pressi di Kingston, sono Port Royal, un'antica base navale, Portmore (182.153 ab. nel 2011), città residenziale sviluppatasi a partire dagli anni Sessanta del Novecento e divenuta il secondo centro del Paese, e Spanish Town (147.152 ab. nel 2001), che fu dal 1532 al 1872 capoluogo della Giamaica. I centri turistici di Montego Bay, Ocho Rios, Orocabeza e Port Antonio (quest'ultimo anche importante porto bananiero) si distribuiscono lungo la costa settentrionale.

Territorio: ambiente

Le differenze pluviometriche hanno determinato una certa varietà nell'ambiente vegetale, che ha subito altresì notevoli modificazioni con il progressivo estendersi delle colture di piantagione. Savane e boscaglie prevalgono nelle aree meno irrorate, mentre la foresta tropicale si accompagna alle più copiose precipitazioni; una fitta frangia di mangrovie orla le coste. Le estese piantagioni furono impiantate al posto dei boschi originari attraverso una politica di deforestazione che non è ancora cessata tanto che il manto forestale ricopre meno di un terzo della superficie del Paese. La fauna terrestre conta varie specie di uccelli migratori e acquatici (aironi, colibrì, gufi, assioli), rettili (tartarughe verdi, tartarughe embricate, coccodrilli, serpenti), anfibi (la rana Eleutherodactylus cavernicola, considerata in pericolo), insetti e, tra i mammiferi, svariati roditori (hutia); molto più ricca si presenta la fauna marina e d'acqua dolce con numerose specie di pesci tropicali, aragoste, gamberi, lamantini e altri mammiferi d'acqua, coralli. L'ecosistema marino giamaicano è considerato a rischio a causa dell'inquinamento prodotto dalle navi che attraversano le acque territoriali e attraccano presso le coste dell'isola. Altre fonti di degrado ambientale sono gli scarichi, i rifiuti solidi e le emissioni di gas, specie nella capitale. Il 7,6% del territorio è oggetto di protezione da parte della autorità attraverso l'istituzione di alcune aree di conservazione: un parco nazionale, che comprende le Montagne Blu e il Monte John Crow (inseriti nel 2015 nella lista dei siti culturali e naturali dell'UNESCO), tre parchi marini, alcune riserve naturali in parte private, e numerose riserve forestali. La Giamaica conta anche tre siti di interesse internazionale che rientrano nel programma Ramsar sulle zone umide: Black River Lower Morass (1997), nel sud-ovest del Paese, comprendente una foresta di mangrovie e zone paludose; Palisadoes – Port Royal (2005), nel sud-est e non lontano da Kingston, che include le rovine dell'antica città di Port Royal, distrutta da un terremoto nel 1692; Portland Bight Wetlands and Cays (2006), sempre nei pressi di Kingston.

Economia: generalità

Cospicue risorse minerarie (è il quarto Paese produttore mondiale di bauxite) e agricole, unite a una sviluppata industria turistica, favoriscono la Giamaica, che con un PIL di 14.397 ml $ USA e un PIL pro capite di 5.335 $ USA (2008) occupa una buona posizione nell'ambito dell'area centramericana. La struttura economica dell'isola è tuttavia fragile; in larga misura di impronta coloniale e dipendente dagli interessi stranieri, soprattutto statunitensi è legata alle esportazioni di prodotti primari (che hanno conosciuto negli ultimi anni un calo dei prezzi sui mercati internazionali). Il divario tra import ed export e la dipendenza dagli investimenti esteri contribuiscono ad aggravare il debito pubblico. L'inflazione rimane elevata, circa il 22% nel 2008. Ancora più grave è la situazione sociale, caratterizzata da violente tensioni tra l'esigua minoranza bianca, che detiene il potere, i meticci, classe media più o meno inserita nel sistema produttivo, e specialmente i numerosi neri, un proletariato inquieto su cui grava il peso di una cronica e altissima disoccupazione (10,6% nel 2008, ma che ha raggiunto, in taluni anni anche, il 30% della forza lavoro) e un peggioramento delle condizioni di vita. La criminalità è in aumento, e si assiste a vere e proprie guerre civili nei quartieri più poveri delle città. A causa anche di un'elevata corruzione, negli anni Ottanta sono state incentivate politiche per favorire le privatizzazioni, gli investimenti esteri, e per ridurre la spesa pubblica. Il Paese ha concordato con il Fondo Monetario Internazionale (FMI) un programma per rilanciare gli investimenti stranieri e garantirsi l'appoggio degli USA; tali provvedimenti hanno però contribuito a inasprire la protesta sociale. La crescita del PIL, a lungo negativa, solo nel 2006 ha invertito tale tendenza.

Economia: agricoltura, foreste, allevamento e pesca

L'agricoltura, che un tempo costituiva la base economica della Giamaica, è passata in secondo piano grazie allo sviluppo dell''attività mineraria e all''espansione del turismo; il settore primario rappresenta tuttavia pur sempre un settore di rilievo, che interessa il 18,2% della popolazione attiva e contribuisce per il 5,4% alla formazione del PIL; arativo e colture arborescenti ricoprono circa un quarto della superficie territoriale. In particolare sono rilevanti alcuni prodotti di piantagione, principalmente la canna da zucchero, dalla quale si ricava, oltre allo zucchero, un pregiatissimo rhum, e le banane; altre colture commerciali sono il tabacco, il caffè, il cacao, gli agrumi, la palma da cocco (che, diffusa nelle zone settentrionali, fornisce copra di ottima qualità) e varie spezie, tra cui lo zenzero e il pimento o pepe della Giamaica, pressoché esclusivo dell''isola. Deficitario è invece il settore agricolo destinato all'alimentazione locale, basata su cereali, patate, patate dolci (batate), manioca ecc., sicché si deve ricorrere a cospicue importazioni. Marcatamente squilibrata è la struttura fondiaria, in cui si avverte la dicotomia fra agricoltura di piantagione e di sussistenza: ai grandi latifondi dominanti si contrappone infatti un largo numero di microappezzamenti a conduzione familiare, insufficienti a rendere adeguatamente produttiva la proprietà contadina, costretta alla povertà. La coltura della marijuana, praticata illegalmente ma in parte tollerata dal governo, è in progresso ed è fonte di valuta pregiata. § Negli ultimi anni lo sfruttamento delle foreste (che coprono poco più del 31% della superficie territoriale e sono ricche di essenze pregiate) è stato intenso, e ha comportato elevati tassi di deforestazione. § Sono scarsamente praticate sia l'attività zootecnica (prevalgono bovini, caprini, suini), sia la pesca, che tuttavia fornisce aragoste molto pregiate.

Economia: industrie e risorse minerarie

Grazie anche a ingenti capitali e a prestiti esteri, l'industria, che è stata posta sotto l'egida dell'Industrial Development Corporation, ha registrato un sensibile sviluppo, frenato nell'ultimo decennio degli anni Novanta dalla recessione e dalla reazione delle multinazionali alla suddetta politica governativa. Accanto ai tradizionali settori, legati alla trasformazione dei prodotti agricoli (zuccherifici, oleifici, manifatture di tabacchi, birrifici, conservifici, distillerie di rhum ecc.), il Paese annovera vari impianti per la produzione di allumina, stabilimenti tessili (ad Ariguanabo), chimici e petrolchimici, un'industria della carta, un importante cementificio (a Rockfort), una fabbrica di pneumatici ecc. A Kingston si trova inoltre una raffineria di petrolio. § La vera ricchezza del Paese sono – come si è detto – i giacimenti di bauxite (gigantesco quello di Ocho Rios, nella Giamaica settentrionale, seguito da quelli di Kirkvine, Nain ed Ewarton); il governo sta procedendo alla graduale acquisizione della maggioranza azionaria delle società multinazionali da cui dipendono sia lo sfruttamento dei giacimenti di bauxite, sia la produzione di allumina; la crisi dell'alluminio sui mercati internazionali e la progressiva nazionalizzazione delle miniere hanno determinato un periodo di crisi, seguito, alla fine degli anni Novanta, da un nuovo periodo di crescita. Carenti sono le fonti di energia; il petrolio deve essere importato da Messico e Venezuela, secondo le condizioni di favore ottenute con l'accordo di San José (1980). Il settore secondario partecipa per un terzo alla formazione del PIL e occupa il 17,7% della forza lavoro.

Economia: commercio, comunicazioni e turismo

Vivace è il commercio estero, che si svolge soprattutto con gli Stati Uniti (che coprono più di un terzo delle esportazioni e circa i due quinti delle importazioni), seguiti da Canada, Gran Bretagna, Paesi Bassi e Germania per l'export e da Trinidad e Tobago e Venezuela per l'import; un certo incremento stanno registrando gli scambi tra la Giamaica e gli altri membri del CARICOM, il Mercato Comune dei Paesi Caribici, nel cui ambito la Giamaica sta cercando di imporsi come fornitrice di prodotti agricoli e industriali. Le esportazioni riguardano prevalentemente allumina, bauxite, zucchero, banane, prodotti tessili, mentre le importazioni sono rappresentate in prevalenza da materiali grezzi, beni di consumo, carburanti, prodotti alimentari, macchinari e mezzi di trasporto, forniture industriali, combustibili ecc. La bilancia commerciale è passiva. § Le vie di comunicazione si avvalgono di una buona rete stradale (20.996 km, di cui 15.386 asfaltati nel 2004), che congiunge i principali centri, e di una ferrovia (370 km) che raccorda la capitale con Montego Bay e con gli altri maggiori porti della costa settentrionale. Sviluppati sono anche i collegamenti aerei, che fanno capo agli aeroporti internazionali di Kingston e di Montego Bay. Kingston, al riparo di una delle più belle baie del mondo, è anche il massimo scalo marittimo giamaicano; altri porti attrezzati sono Port Kaiser sulla costa meridionale, Montego Bay, Ocho Rios e Port Antonio su quella settentrionale. Il turismo è, dopo la bauxite, la maggiore fonte valutaria giamaicana, nonostante il clima di insicurezza causato dall'aumento degli episodi di criminalità; i turisti sono attirati dal clima mitissimo e dalle bellezze naturali, cui si aggiunge un'ottima attrezzatura alberghiera. Nel suo complesso il settore terziario partecipa per più dei tre quinti alla formazione del PIL e occupa il 64,3% della forza lavoro.

Storia

Scoperta da C. Colombo nel 1494, l'isola divenne subito un'importante base spagnola. Gli Indios caribi che l'abitavano furono decimati e per il lavoro nelle piantagioni le autorità coloniali importarono schiavi dall'Africa, cosicché ora la popolazione è prevalentemente di origine africana, con una minoranza bianca e meticcia. Nel 1655 gli Inglesi, dopo una cruenta battaglia, riuscirono a strappare l'isola alla Spagna. La sovranità britannica fu sancita dal Trattato di Madrid del 1670. Nel 1866 Giamaica divenne colonia della corona e nel 1944 ottenne l'autogoverno interno. In quello stesso anno si tennero le prime elezioni generali che furono vinte dal Jamaica Labour Party (JLP, Partito laburista) il cui leader, William Alexander Bustamente, ottenne la carica di primo ministro. Nel frattempo il governo di Londra aveva preparato il piano di una Federazione delle Indie Occidentali per condurre unite all'indipendenza tutte le isole britanniche dei Caribi. La Federazione, varata nel 1958, naufragò nel 1962 per il voto negativo espresso mediante referendum dalla popolazione della Giamaica che il 6 agosto dello stesso anno otteneva l'indipendenza. Le elezioni del febbraio 1967 assegnarono ancora la vittoria al JLP, ma nel 1972 la deteriorata situazione economica portò al successo elettorale il People's National Party (PNP, Partito Nazionale del Popolo), di opposizione; primo ministro fu nominato Michael Manley, riconfermato nelle elezioni del 1976. La linea politica di Manley si spostò sempre più a sinistra mentre, in politica estera, egli strinse rapporti con Cuba e con i Paesi dell'Europa orientale. Nell'ottobre del 1980, in un clima di violenze, ebbero luogo le elezioni che favorirono il JLP, di orientamento filoccidentale, il cui leader Edward Seaga assunse la carica di primo ministro. Le elezioni del dicembre 1983, boicottate dal PNP che non vi partecipò, furono vinte dal JLP. Seaga, riconfermato primo ministro, intraprese una politica economica fortemente liberista. Le misure di austerità varate per fronteggiare la sfavorevole congiuntura e quelle repressive usate contro la protesta popolare hanno quindi indebolito il consenso al governo: nelle elezioni del febbraio 1989 la vittoria è così andata a Manley, che si è presto dimostrato incline a seguire una politica pragmatica volta a conservare buoni rapporti con gli Stati Uniti. Dimessosi quest'ultimo nel 1992, gli è subentrato M. Percival Patterson, leader del PNP, che è stato confermato nella carica di primo ministro dalle elezioni tenutesi nel 1993 in un clima di grande tensione. Il governo Patterson, pur con alcuni contrasti interni, ha avviato nel corso del 1995 una rigorosa politica fiscale con l'obiettivo di contenere la crescita dell'inflazione e ha dovuto affrontare un forte aumento della criminalità e della corruzione. Nel 2006 Patterson annunciava le dimissioni e al suo posto veniva nominata premier Portia Simpson Miller, presidente del Partito popolare, al governo, e in precedenza ministro per le Amministrazioni locali, lo sviluppo e lo sport. Nel settembre 2007 si svolgevano le elezioni legislative nelle quali il Jamaica Labour Party vinceva con il 50.1% dei voti e il People's National Party otteneva il 49.8%. Successivamente Bruce Golding veniva nominato primo ministro. Nell'ottobre del 2011 diventava premier Andrew Holness, ex ministro dell'Istruzione del precedente governo, ma in seguito alle elezioni di fine anno, vinte da PNP, assumeva l'incarico di premier l'ex primo ministro Miller.

Cultura: generalità

Gravata da diversi stereotipi, la Giamaica fatica a liberarsi di un'immagine che non rende merito della grande ricchezza culturale e artistica che la contraddistingue. Di impronta britannica, la società giamaicana ha inoltre cercato, nel passato recente, un ritorno verso la componente etnoculturale nera, africana, da cui discende in realtà gran parte del proprio patrimonio di tradizioni, che si sono sommate a quelle locali ed europee già presenti e arricchite, in seguito, dagli apporti degli asiatici, soprattutto indiani. Sia a livello letterario che artistico il Novecento ha visto, principalmente per merito di Edna Manley, uno sviluppo consistente e multiforme. Scultrice e promotrice instancabile, la Manley ha saputo svincolare l'arte giamaicana dagli influssi europei; come lei, vanno ricordati Alvin Marriot, scultore, Albert Huie, paesaggista, e Cecil Baugh, ceramista. Grande importanza rivestono, per le discipline della danza e del balletto, la Edna Manley School of Dance e la National Dance Theatre Company. A Kingston sono presenti la National Gallery, con una collezione dell'arte giamaicana del XX secolo, e il Bob Marley Museum, dedicato all'artista più famoso del Paese.

Cultura: tradizioni

I luoghi in cui è più facile risalire i secoli e rivivere atmosfere e riti antichi sono certamente le zone rurali, dove le radici africane restano salde e presenti negli abiti colorati, nella musica, nella spiritualità. La forma religiosa più famosa, anche se non la più diffusa, è senz'altro il rastafarianesimo, confessione cristiana ammantatasi di aspetti folcloristici ormai celebri ma che poco hanno a che fare con la dottrina originaria: tra i molti i dreadlocks, le trecce, l'utilizzo dell'erba ganja (marijuana) come ausilio alla meditazione, il legame con la musica reggae. Questa è è la vera colonna sonora del Paese, e insieme a calypso, soca e alle danze tradizionali jonkonnu e mento, rappresenta il lato folk (popolare) della musica giamaicana. La cucina è l'altra sfera in cui evidenti sono le commistioni fra le molte tradizioni etniche. Il piatto nazionale è il jerk, a base di carne marinata e grigliata; tipico è anche lo Stamp an’ Go, a base di pesce speziato. Si bevono in quantità birra, rhum e caffè (celebre il Blue Mountain Coffee). Tra gli sport più amati il cricket, il calcio e l'atletica, in cui molti giamaicani primeggiano a livello mondiale.

Cultura: letteratura

Una letteratura autonoma delle cosiddette Indie Occidentali Britanniche non è mai esistita prima del XX sec. e una sua attuale esistenza è quanto meno dubbia. La diffusione dell'istruzione e il lento formarsi di una coscienza autoctona che ha portato le principali isole fino all'indipendenza hanno favorito anche le manifestazioni letterarie a livello artistico, a partire specialmente dalla prima antologia poetica giamaicana, Voices from Summerland (1929; Voci dalla Terra dell'estate). Ancor prima, però, la Giamaica aveva dato alla letteratura nera degli Stati Uniti uno scrittore di considerevole personalità: Claude McKay (1890-1948), autore di versi molto apprezzati (fra cui i Songs of Jamaica, 1911, scritti in west indian, il dialetto dell'isola) e di prose, come i racconti di Gingertown (1928; Città dello zenzero) e l'autobiografico A Long Way from Home (1937; Un lungo cammino da casa). Nel ventennio intercorso fra Voices from Summerland e una seconda antologia poetica, A Treasury of Jamaican Poetry (1949; Tesoro della poesia giamaicana), si andavano affermando nuove voci, mentre la rivista Focus (dal 1943), diretta da Edna Manley, personalità centrale per tutta l'arte e la cultura giamaicane del Novecento, polarizzava intorno a sé poeti, narratori e critici di qualche rilievo, fra cui H. D. Carberry, C. Thompson, G. Campbell, P. M. Sherlock, M. G. Smith e soprattutto Vic Reid, autore fra l'altro di New Day e The Leopard, R. Mais, che ha lasciato fra l'altro due romanzi (The Hills Were Joyful Together e Brother Man), e J. Hearne, autore di Voices under the Window, Stranger at the Gate, The Faces of Love e altre narrazioni originali. La fine del XX secolo ha proposto nomi nuovi e di levatura internazionale. Tra gli altri Colin Channer (n. 1963), fondatore del Calabash International Literary Festival e autore di romanzi quali Waiting in Vain (1998); Channer ha curato anche la raccolta Iron Balloons (2006) con gli scritti dei più promettenti autori giamaicani, come Kwame Dawes (n. 1962, Ghana), poeta e saggista, autore, fra gli altri di Requiem (1997), Bruised Totem (2004) e She’s Gone (2007), e Sharon Leach, molto apprezzata anche per i taglienti articoli sui quotidiani nazionali. Altri nomi di spicco sono Hazel Dorothy Campbell (n. 1940; Women’s Tongue: a collection of eight short stories, 1985); Michelle Cliff (n. 1946), che nei suoi romanzi (tra gli altri Abeng, 1984; Free Enterprise, 1993) e racconti (come The Store of a Million Items: Stories, 1998), ha indagato il pregiudizio in tutte le sue forme, da quello razziale a quello sessuale. Fra gli autori di teatro si citano David Heron, Trevor Rhone (n. 1940), Dennis Scott (1939-1990).

Bibliografia

Per la geografia

B. Green, Basic Data on the Economy of Jamaica, Washington, 1967; E. J. Long, Jamaica, Garden City, 1967; H. Blume, Die Westindischen Inseln, Braunschweig, 1968; S. Mecking, S. P. Dore, Jamaica Today, Londra, 1985.

Per la storia

K. Morris, Jamaica, The Search for an Identity, Londra, 1962; M. M. Careley, Jamaica: the Old and the New, New York, 1963; W. Bell, Jamaican Leaders: Political Attitudes in a New Nation, Berkeley, 1964; S. J. Hurwitz, Jamaica, A Historical Portrait, New York, 1971; M. Berkeley, The Economic Aspects of Jamaica, New York, 1987; E. McLean, Jamaican Labor Migration: White Capital and Black Labor 1850-1930, Boulder, 1988; A. J. Payne, Politics in Jamaica, Londra, 1988.