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Lèvi, Adòlfo

filosofo italiano (Modena 1878-Roma 1948). Studiò a Pisa, Firenze e Roma e insegnò all'Università di Pavia dal 1922 al 1938, quando fu privato dell'insegnamento perché ebreo. Si occupò essenzialmente di storia della filosofia e in particolare di quella greca sostenendo uno “scetticismo assoluto”: dopo Kant infatti, secondo Levi, non c'è più modo di avere alcuna certezza filosofica, fuorché quella del dubbio. Rendendo assolute le conoscenze del pensiero kantiano, Levi asserisce che il dubbio teoretico può essere superato solo dall'azione morale, ma a patto che essa resti assolutamente formale e scevra di contenuti determinati. Opere: La fantasia estetica (1913), Sceptica (1921).

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