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Mordini, Antònio

uomo politico e patriota italiano (Barga 1819-Montecatini in Valdinievole 1902). Legato ai repubblicani toscani, nel 1848 partecipò alla difesa di Venezia, ma per dissidi con Manin fu arrestato ed espulso. Tornato a Firenze, vi diresse il giornale La Costituente e fu ministro degli Esteri con l'interim della guerra nel governo Guerrazzi. Per lungo tempo in esilio dopo il ritorno del granduca, si distaccò da Mazzini in seguito al fallimento dell'insurrezione di Milano (1853); allo scoppio della guerra contro l'Austria (1859), combatté con i Cacciatori delle Alpi. Da Garibaldi fu poi nominato (giugno 1860) tenente colonnello e presidente del Consiglio di guerra; nel settembre del medesimo anno assunse la prodittatura di Sicilia in luogo di Depretis e governò per tre mesi portando a compimento il plebiscito. Accostatosi quindi a posizioni più moderate, fu contrario alle spedizioni di Aspromonte (1862) e di Mentana (1867) e nel 1866 accettò di essere commissario del re a Vicenza; fu quindi ministro dei Lavori Pubblici dal 1867 al 1869; prefetto di Napoli (1872-76) e senatore (1896).